PRATO - MAFIA, FONDAZIONE CAPONNETTO: “ZONA PIU’ CRITICA IN TOSCANA”

Nadia Tarantino
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La guerra delle grucce è solo sopita, non finita. Il fatto che da tempo non si verifichino attentati incendiari, aggressioni, pestaggi e tentati omicidi non significa che sia stata raggiunta la pace tra i due gruppi criminali cinesi contrapposti. Ne è convinta la Fondazione Caponnetto, autorevole osservatorio impegnato da più di vent’anni nello studio, nell’analisi, nella lettura e traduzione di tutti fenomeni di mafia e relative infiltrazioni. “Prato ci preoccupa tantissimo – dice il presidente della Fondazione, Salvatore Calleri – è un territorio molto difficile, una zona particolarmente critica e anzi la più critica della Toscana. Sono aperte molte indagini grazie all’eccellente lavoro dell’altrettanto eccellente procuratore Luca Tescaroli, un forte attivismo che ci dice che a Prato e all’Osmannoro, prima periferia di Firenze, la guerra di mafia non è ancora finita e il fatto che sia attualmente dormiente non diminuisce la nostra preoccupazione”.
Guerra delle grucce: così è stato battezzato il secondo tempo di China truck, la violentissima contesa per il controllo della logistica, del trasporto delle merci, dello spostamento di tonnellate su tonnellate di capi di abbigliamento da un angolo all’altro di mezza Europa che nel 2018 portò a decine di arresti e altrettante denunce. Una contesa con in palio una posta da capogiro: un vortice di milioni di euro, basti pensare a quanti capi di abbigliamento partono ogni giorno dai pronto moda dei Macrolotti pratesi per finire nei negozi, nei mercati, nei centri commerciali. E ogni capo parte con la sua gruccia: montagne di grucce ogni giorno, tutti i giorni. Montagne di soldi. Ecco che a voler imporsi, a dettare legge non era e non è solo chi gestisce il canale di spedizione ma anche chi gestisce il rifornimento delle grucce.
I (presunti) vincitori di China truck oggi non sono più tali: non si capisce se siano i (presunti) vinti ad essere tornati alla carica o se si sia consumato un processo di scissione che ha dato vita ad una seconda guerra.
“La guerra delle grucce che coinvolge Prato – dice Calleri – ci preoccupa perché è una guerra che tocca la Germania, la Francia, la Spagna e che ha fatto morti a Roma”.

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