Uso di smartphone introdotti illegalmente all’interno del carcere, aggressioni ai danni del personale della polizia penitenziaria, spaccio di stupefacenti. E’ un quadro sempre più fosco quello del carcere della Dogaia, come emerge dalle indagini svolte dalla procura con il procuratore Luca Tescaroli che torna a ribadire “la situazione di illegalità che continua a caratterizzare la struttura carceraria di Prato”. Questo nonostante gli interventi repressivi dei mesi scorsi che hanno visto mettere a segno due distinti blitz all’interno del carcere.
L’elenco fatto dalla procura dei nuovi fatti oggetto di indagine è lungo e vario. Sabato 31 gennaio, ad esempio, è stato individuato un detenuto italiano di 22 anni che nella sezione Polo Scolastico stava usando illegalmente un apparecchio telefonico smartphone LG. Alla vista degli investigatori, il giovane si è nascosto in bagno e ha cercato di distruggere lo smartphone, poi recuperato dalla polizia penitenziaria. Un altro smartphone è stato trovato e sequestrato il 2 febbraio negli spazi comuni del reparto Alta Sicurezza.
Ci sono poi le aggressioni al personale. Giovedì 8 gennaio, un detenuto marocchino, ristretto nel reparto media sicurezza, ha aggredito un agente di polizia penitenziaria che gli aveva impedito di utilizzare l’ascensore, colpendolo con pugni e con un estintore. Quattro giorni dopo un detenuto di nazionalità albanese di 43 anni, nel tentativo di forzare l’apertura dello sbarramento della settima sezione per entrare nell’atrio, provocava ha fratturato la mano di un agente. Venerdì scorso 6 febbraio un detenuto rumeno di 26 anni, nel reparto media sicurezza, ha azionato un estintore verso il volto di un agente per poi danneggiare una telecamera colpendola sempre con l’estintore.
Intanto è stato indagato anche un ispettore superiore della polizia penitenziaria, accusato di percosse ai danni di un detenuto presente nell’infermeria centrale della casa circondariale. Il fatto risale al 29 novembre scorso.