FIRENZE - GUERRA IN MEDIO ORIENTE, PRODUZIONE A PICCO E RISCHIO 3 SHOCK

Redazione
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Si addensano altre nubi nere sull’immediato futuro delle aziende del manifatturiero fiorentino e toscano. La previsione è di un sensibile calo della produzione nel primo trimestre del 2026 ed è contenuta in un instant report del Centro studi della Camera di commercio di Firenze, realizzato su un campione di 294 unità locali manifatturiere con almeno cinque addetti. Due gli scenari in base al prezzo del petrolio. Si stima che il calo possa oscillare da un minimo del -1,5% ad un massimo di quasi il -3% a seconda degli scenari che si profileranno in queste settimane. “La contrazione passerebbe da un -1,5%, già previsto nei giorni scorsi, a un -1,73% se il prezzo medio del petrolio dovesse attestarsi in marzo tra i 90 e i 100 dollari (con ‘tensione persistente’ senza interruzioni fisiche delle forniture). Mentre in uno scenario più deteriorato, con un prezzo medio del petrolio tra i 100 e i 135 dollari (o di inasprimento della crisi energetica), la contrazione della produzione potrebbe arrivare fino a un -2,89% con peso negativo maggiormente avvertito dai comparti a medio bassa tecnologia, che includono la metallurgia e la lavorazione di prodotti non metalliferi, i quali subirebbero l’impatto trimestrale più consistente a causa della combinazione tra alta intensità energetica ed esposizione ai mercati esteri. I comparti high-tech potrebbero entrare in territorio negativo in uno scenario più deteriorato”. Stime pesantissime per un settore che e che a fine 2025, dopo due anni neri, era riuscito a invertire la rotta. Tutto azzerato e senza prospettive chiare. Anzi, incombono sull’economia toscana tre diversi tipi di shock: uno shock energetico, il conseguente shock sui prezzi al consumo e di materie prime e lo shock sul commercio internazionale. Se l’aggravamento della crisi mediorientale dovesse tendere a prolungarsi, ciò potrebbe realmente pesare sulle prospettive economiche
In attesa di un quadro più certo sulla durata del conflitto e sui suoi effetti, la Camera di commercio mette sul piatto 2 milioni di euro a fondo perduto per migliorare la competitività delle aziende a cominciare dall’efficienza energetica

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