Nessuna traccia di sangue sulla roncola, sul coltello, sullo svitabulloni e sul casco trovati e sequestrati dai carabinieri nelle ore immediatamente successive all’omicidio di Maati Moubakir, il 17enne di Certaldo ucciso a Campi Bisenzio, dopo la discoteca, all’alba del 29 dicembre 2024. E’ il risultato delle analisi compiute dal genetista Ugo Ricci, consulente dell’accusa nel processo ai cinque imputati – giovani tra i 19 e i 23 anni – da oltre un anno in carcere per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi, imputazione che prevede l’ergastolo. Tutti e cinque stamani erano in aula, così come i genitori di Maati Moubakir che si sono costituiti parte civile.
Ricci ha illustrato le risultanze degli esami sulle decine di reperti (in larga parte indumenti e scarpe) e sulle decine di tamponature (rilievi scientifici sulla scena dell’omicidio e nelle auto degli imputati): diverse le tracce ematiche e altre biologiche individuate e assegnate ad alcuni degli imputati e alla vittima. Molto tecnica la testimonianza del genetista che è stato chiamato a dettagliare la natura di ogni traccia, il punto in cui è stata trovata, se riconducibile solo a Maati Moubakir o solo ad altra persona o se invece a più di una persona e quindi una mistura di dna. Analisi complesse che rappresentano un contributo alla ricostruzione dell’omicidio e in particolare alle presunte responsabilità di ciascun imputato.
Di sicuro c’è che né la roncola né il coltello repertati dagli investigatori sono stati usati per uccidere il diciassettenne e, dunque, si consolida quello che già era emerso: l’arma con la quale è stato compiuto l’omicidio non è stata mai trovata.
Maati Moubakir fu aggredito e accoltellato nel tragitto tra la discoteca e la fermata dell’autobus, in via Tintori. Lo raccontano le immagini delle telecamere di sicurezza installate lungo quei trecento metri. Pur ferito, il giovane riuscì a salire sull’autobus ma fu letteralmente preso e buttato giù da uno degli aggressori e infine ucciso con l’ultima coltellata – la quinta – al cuore. Il bus ripartì e l’autista finì sul registro delle notizie di reato per omissione di soccorso. Il pubblico ministero ha chiesto al giudice delle indagini preliminari un decreto penale di condanna con sanzione pecuniaria; la richiesta è ancora pendente.
FIRENZE - OMICIDIO MAATI: NUOVA UDIENZA, IMPUTATI IN AULA
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