PRATO - Belgiorno si candida sindaco con una sua lista civica: “Il centrodestra ha sbagliato un rigore a porta vuota”

L'ex FdI scende in campo e si mette al lavoro con l'obiettivo di entrare in Consiglio comunale "magari non da solo". L'appello: "Disponibile a fare un passo indietro e a lavorare per la coalizione ma solo se sarà individuato un candidato valido condiviso con cui poter parlare di programma per la città. Ad altro non sono interessato"
Nadia Tarantino
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“Il centrodestra ha sbagliato un rigore a porta vuota. A poco più di un mese dalle elezioni è dilaniato, diviso, senza un candidato e per questo ho deciso di scendere in campo”. Claudio Belgiorno, ex pezzo storico di Fratelli d’Italia, campione di preferenze alle comunali del 2024, entra in piazza del Comune sventolando il logo della lista civica che porta il suo nome. “Mi candido a sindaco di Prato”, dice.

Irrompe sulla scena Belgiorno e lo fa senza bussare e senza chiedere permesso: “Il centrodestra non sa chi candidare e questo mi meraviglia perché ci sono nomi validi che potevano essere messi in corsa già a inizio anno. C’è il maggior partito della coalizione (non cita mai il suo ex partito, ndr) che tiene in ostaggio gli altri schieramenti solo perché qualcuno, prima di pensare al bene della città, si deve mettere d’accordo su poltrone e incarichi. Dopo un anno di commissariamento questo non ce lo possiamo permettere: qui si rischia di riconsegnare il Comune a chi si è reso responsabile di un anno senza Governo con tutte le conseguenze che conosciamo”.

Buttata alle spalle la vicenda giudiziaria sui rimborsi (inchiesta archiviata su richiesta della procura), stracciata la tessera di FdI dopo lo scandalo sul ricatto a luci rosse ai danni di Tommaso Cocci (l’avviso di conclusione indagine è stato notificato solo a Andrea Poggianti), Claudio Belgiorno torna alla politica attiva. Pronto il logo della sua civica, quasi completa la lista dei candidati, pronto il programma elettorale del quale è stato fornito un assaggio: legalità, sicurezza, sport e impianti, infrastrutture, transizione ecologica del tessile e eventi culturali i punti principali. “Ho accanto a me persone che hanno deciso di mettersi in gioco, di vivere questa avventura. Ci sono nomi alla prima esperienza, nomi che sono rimasti delusi dai partiti, nomi che rappresentano frazioni, società sportive, mestieri. Gente – dice Belgiorno – comune, che vuole il bene della città, che condivide la mia passione e il mio amore per Prato. Lo so che è una sfida difficile ma io non mi sono mai tirato indietro e ho sempre lavorato per il mio territorio. Punto a entrare in Consiglio comunale e a non entrarci da solo”.

Sarà una campagna elettorale fatta tra la gente, in mezzo alla strada: “Quello che ho sempre fatto – spiega il candidato – incontrare persone, parlare con loro, ascoltare i loro problemi, portare la loro voce in campagna elettorale”.

E mentre l’ex FdI apre ufficialmente la sua corsa, il centrodestra continua a non decidere: in ballo, attualmente, Rita Pieri per Forza Italia, Gianluca Banchelli per Fratelli d’Italia, Claudiu Stanasel per la Lega (quest’ultimo è l’unico che ha già il suo nome e il suo volto sui cartelloni in mezza città e che veste i panni del candidato sindaco). Poi c’è un nome che potrebbe mettere tutti d’accordo: quello dell’ex pm della procura di Prato, Antonio Sangermano (trattativa apertissima). Come contorno, ormai scaduto salvo sorprese al fotofinish, una sfilza di nomi anche della società civile: alcuni graditi nelle stanze romane dei vari partiti, altri sponsorizzati nelle sedi pratesi, altri ventilati ma mai seriamente esaminati, altri ancora approcciati senza grandi risultati.

Ad ora di certo non c’è solo che Belgiorno è a capo di una lista civica che, naturalmente, naviga nelle acque del centrodestra, ma anche che lo stesso Belgiorno potrebbe tornare sui suoi passi: “Se si trovasse un candidato valido, spendibile, unitario – il commento – potrei valutare di appoggiarlo ma solo e soltanto se è davvero condiviso e non, come invece sta accadendo, scelto attraverso un casting telefonico o con promesse sul dopo elezioni in caso di sconfitta. A me questa roba non interessa”.

Intanto la disponibilità ad abbracciare, se ci sarà, il progetto di coalizione. Anche un nome di Fratelli d’Italia, eventualmente? “Sì, non ho rabbia nei confronti di nessuno. Si tratta di capire chi e se ci sono punti di unione che possono agevolare l’accordo. Un candidato adatto”. Tra i tanti nomi tirati in ballo anche quello del capogruppo in Regione Chiara La Porta: “Si era messa a disposizione ma ad oggi la disponibilità – dice Belgiorno – dove è? Ad ogni modo auspico un tavolo comune che prenda decisioni condivise. Mi aspetto di essere coinvolto altrimenti la mia soluzione è scritta qui, su questo logo che vi ho mostrato: “Belgiorno sindaco”.

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