PRATO - Il tema scuola anima la coda di campagna elettorale. Il ministro Valditara: “Ecco cosa abbiamo fatto per Prato”

L'esponente del governo, in città per sostenere il candidato sindaco del centrodestra Gianluca Banchelli, accolto dalla protesta della Cgil contro la riforma degli istituti tecnici. Intanto il Pd con Di Sanzo presenta interrogazione su taglio docenti per alunni stranieri
Redazione
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Il tema della scuola è stato oggi al centro della campagna elettorale in città, confermato dalla visita del ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, che ha presentato i progetti messi in campo dal governo per Prato. Valditara ha dichiarato che per prevenire la dispersione scolastica sono stati stanziati, già per l’anno accademico in corso, 622 mila euro per Prato per l’integrazione linguistica degli studenti stranieri, destinati a 6 scuole del territorio.

“Questa occasione è per me molto importante per dare risposte concrete ai cittadini – sottolinea il ministro Valditara – Abbiamo stanziato per Prato 622 mila euro per l’anno scolastico 2025/2026 proprio per l’integrazione linguistica degli studenti stranieri, destinati a sei scuole del territorio per assumere insegnanti specializzati per insegnare la lingua a ragazzi stranieri. A luglio ci saranno i primi risultati e vorremmo che questo sia potenziato per i prossimi anni. E’ fondamentale che anche regione e comune facciano la loro parte – prosegue Valditara- Devono attivarsi per contrastare il disagio sociale tramite: l’applicazione del decreto Caivano, il quale stabilisce che i sindaci e i dirigenti scolastici vigilino sull’obbligo di istruzione dei minori avvisando le famiglie in caso di assenze; il tema della formazione regionale, che in Toscana a mio avviso non è sufficientemente in grado di intercettare quegli studenti intenzionati ad abbandonare la scuola provando invece a formarli con altre competenze; e poi c’è un problema oggettivo di scarsa integrazione sociale degli stranieri che è di competenza dell’ente locale ma anche della regione. Quando si hanno tassi di dispersione così elevati è evidente che ci sia qualcosa che non va a livello di ente locale, significa che dal punto di vista politico non sono state adottate delle misure di integrazione adeguate”.

Il candidato sindaco Gianluca Banchelli, dopo aver ringraziato il ministro dichiara: “La dispersione scolastica e la gestione degli alunni stranieri nelle classi sono un problema, questo rende difficile l’integrazione in classe, dove gli insegnanti non riescono nemmeno a parlare in italiano. Dobbiamo prevenire tutto ciò, alzeremo il fondo sociale per provare ad intervenire anche sul caro libri, attraverso la campagna del libro sospeso, in cui le famiglie con più disponibilità potranno lasciare un libro sospeso, già pagato, per colore che invece fanno difficoltà ad acquistarli. Abbiamo bisogno di un patto sociale, anche gli asili hanno bisogno di più sostegno, dobbiamo potenziale e tutelare le scuole affinché l’integrazione contrasti la dispersione scolastica”.

Anche Claudiu Stanasel, capolista Lega, ha ringraziato il ministro per la sua presenza: “La sua visita significa davvero tanto, soprattutto in questo momento in cui la scuola è un tema molto significativo per il nostro territorio. Questo è il chiaro segnale che la Lega mette al centro il tema della scuola, ma non solo, anche l’integrazione, la sicurezza, per rispondere al dramma che la nostra città sta vivendo ormai da troppi anni. La risposta del governo è stata concreta, subito un fondo dedicato, misure nuove e normative che non erano finora state applicate. Sono fiero che la Lega in questa campagna elettorale sia riuscita a dare un segnale su tutti i temi e tutti i fronti”.

“Parliamo tanto di politica ma il futuro appartiene ai giovani – prosegue Stanasel – Sono loro che devono essere maggiormente tutelati, gli studenti, le loro famiglie e tutto il mondo della scuola. Il ministro Valditara ha già annunciato una seconda visita in città  e questa è una chiara risposta da parte del governo”.

L’esponente del governo è stato accolto dalla protesta della Cgil contro la riforma degli istituti tecnici. Intanto il Pd con Di Sanzo , Furfaro e Manzi presenta interrogazione sul taglio docenti per gli alunni stranieri.

Protesta dei sindacati

In occasione della visita del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, la Flc Cgil ha organizzato un presidio in piazzetta Buonamici per contestare la riforma degli istituti tecnici approvata dal Governo.

Secondo il sindacato, il nuovo modello rischia di impoverire la qualità della formazione degli studenti e di creare confusione tra le famiglie, che dal prossimo anno scolastico potrebbero trovarsi davanti a percorsi differenti rispetto a quelli inizialmente scelti. La Flc Cgil ha inoltre richiamato l’attenzione sulle difficoltà della scuola pratese e sulla necessità di maggiori investimenti. “Abbiamo bisogno di 81 collaboratori scolastici – spiega la segretaria Vincenza Tavormina  – ma al momento non sappiamo quanti ne verranno effettivamente assegnati rispetto all’organico di diritto. Si tratta di numeri appena sufficienti a garantire il funzionamento dei 109 plessi scolastici della provincia”.

Tra le richieste avanzate dal sindacato anche un incremento delle risorse destinate all’inclusione scolastica.

Interrogazione parlamentare del Pd

Prato ha uno dei tassi di dispersione scolastica più alti tra le grandi città italiane: undici ragazzi su cento lasciano gli studi o restano indietro, e ogni anno più di cinquecento giovani abbandonano la scuola senza gli strumenti per inserirsi nella società e nel lavoro. Il primo strumento di inclusione sociale e di contrasto alla dispersione, nella provincia con la più alta concentrazione di studenti con background migratorio, è la conoscenza della lingua italiana. Per questo i deputati del PD Christian Di Sanzo, Marco Furfaro e Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del PD, hanno presentato al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara un’interrogazione per chiedere un’attenzione concreta a Prato.

“Abbiamo presentato questa interrogazione, nata dal lavoro del tavolo scuola del PD Prato guidato da Sandra Bolognesi, per chiedere che Prato non venga lasciata sola”, dichiara Christian Di Sanzo. “Il governo scrive una legge per l’italiano agli alunni con background migratorio, poi taglia proprio le cattedre che servirebbero a renderla concreta. Così resta un titolo sui giornali, non uno strumento per le scuole, e la dispersione scolastica aumenta: 500 giovani ogni anno lasciano la scuola, un dato che pesa come un macigno. Una città che da decenni investe sull’integrazione, e che produce dati seri e pubblici, merita un sostegno stabile, non un passo indietro da parte del governo”.

La legge 106 del 2024 prevede che, nelle classi con molti alunni sotto il livello A2 di italiano, venga di norma assegnato un docente dedicato, la classe di concorso A23. È lo strumento pensato per dare a questi studenti gli strumenti linguistici di base. Ma a Prato le cattedre vanno nella direzione opposta. Per il 2026/2027 le cattedre A23 in provincia passano da 26 a 19, e di queste soltanto due restano alle superiori. Un taglio che colpisce il territorio dove il bisogno è più alto.

“Un ragazzo che non conosce la lingua, che resta indietro e che esce dal percorso scolastico è un ragazzo più esposto all’emarginazione. Per questo insegnare l’italiano non è solo una misura per la scuola, è il primo argine alla dispersione e alla mancata integrazione. E invece Roma taglia proprio lì. Per questo – dichiarano Di Sanzo e Furfaro – chiediamo a Valditara iniziative urgenti. Servono criteri chiari e proporzionati nell’assegnazione dei docenti A23, a partire dai territori a più alta incidenza di alunni che non parlano bene l’italiano. E un inserimento stabile e continuativo di questi insegnanti, dal primo al secondo ciclo. Imparare la lingua italiana è la prima condizione per includere davvero. Senza, ogni discorso sull’integrazione resta vuoto”.

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