PRATO - Elezioni, dai giovani alla sicurezza: Biffoni presenta le cinque grandi sfide da vincere per ripartire con una nuova stagione

Infrastrutture, economia e casa gli altri macrotemi proposti dal candidato sindaco del campo largo: "Ripartiamo da qui per far tornare Prato" protagonista
Redazione
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Nel giorno del suo compleanno, l’ex primo cittadino Matteo Biffoni, racconta quali siano le cinque grandi sfide da vincere per una nuova stagione. Giovani, Infrastrutture, Economia, Casa e Sicurezza, sono questi i punti da cui il candidato sindaco vuole ripartire per riportare Prato al suo posto da protagonista fra le principali città europee.

“Durante questa breve campagna elettorale, abbiamo provato a fare un lavoro di ricondizionamento su me stesso, provando a rimodulare e riconfigurare le convinzioni che mi accompagnavano nel 2014 – racconta Biffoni – Questo perché è cambiato il mondo, il contesto e anche la nostra città. Girando e parlando con le persone ci siamo resi conto che sono soprattutto cinque i grandi temi che i cittadini pratesi chiedono dalla prossima amministrazione. Attraverso queste grandi sfide ci prenderemo carico di quelle che sono le aspettative, le ansie e le criticità dei cittadini”.

Vediamo nel dettaglio il programma.

Giovani:

“500 giovani da salvare e migliaia da sostenere: partendo dal dato dei ragazzi che abbandonano gli studi fino ad arrivare a quello che è successo qualche giorno fa con il 15enne che ha accoltellato in piazza un giovane di 23 anni. Dobbiamo creare una task force anti-dispersione focalizzata proprio sui giovani coinvolgendo il governo, la regione e tutte le associazioni competenti che si fanno carico delle loro fragilità. L’obiettivo è quello di dimezzare il numero dei dispersi per il prossimo anno”. Biffoni ha poi parlato del progetto Youth test, per rendere i giovani protagonisti e partecipi delle scelte amministrative, per capire la loro percezione sull’esito di un determinato progetto.

Infrastrutture:

“Sembra un po’ un gioco del destino, perché molti di questi lavori li ho iniziati io e spero quindi di poterli finire. Dal tunnel allo stadio, dobbiamo sviluppare il potenziale di questa città e imparare a gestire i disagi creati dai cantieri. Dobbiamo proteggere il Fabbricone, creare un masterplan per l’area sud, del Centro e del Gorone. Non mancherà certo il sottopasso, con una gestione ordinata del tunnel e una gara per il Parco del Soccorso. Valorizzeremo l’area della Gualchiera di Coiano, finiremo la piscina di via Roma e faremo lavori di riqualificazione di piazza del Mercato nuovo. Arriverà anche il parco urbano centrale dentro le mura, che sarà il più grande d’Europa. Deve diventare il luogo vissuto della città. Se i tempi lo consentiranno penseremo anche alla tranvia, con una linea da viale della Repubblica fino allo snodo di Peretola. Per quanto riguarda lo stadio poi, fino allo scorso anno non c’era nessuna esigenza di ampliare la capienza perché eravamo pochi, ma ora che la passione ha di nuovo travolto la città ci metteremo al lavoro anche con il presidente dell’Ac Prato, che si è reso disponibile, per ampliare la capienza al Lungobisenzio”.

Economia:

“Prato ha bisogno di un’economia giusta e diffusa. Bisogna andare avanti con il tavolo di distretto, riprendere il presidio a Bruxelles e tornare ad essere protagonisti. Quella che chiamano economia circolare, noi la chiamiamo cardato riciclato e abbiamo insegnato al mondo come farlo. Creare un nuovo patto di lavoro sicuro e dignitoso oltre ad un piano per l’economia di prossimità e il turismo, perché il turismo sostiene e accompagna l’economia della città. Con il governo Draghi siamo riusciti a ottenere 10 milioni di euro per il distretto con cui abbiamo finanziato vari progetti, e questo non può essere un’eccezione, deve diventare una voce di capitolo netta”.

Casa:

“Prima chiunque arrivasse in città si rimboccava le maniche e riusciva a comprarsi casa. Adesso invece non è più così, anche insegnanti, studenti, giovani lavoratori di qualsiasi ambito non riescono più a permettersi una casa. I prezzi sia degli affitti, sia della vendita che dell’acquisto sono alzati drasticamente, per questo serve un grande Piano per la Casa, creando anche un assessorato dedicato proprio all’abitare. I prezzi delle case devono far fronte agli stipendi dei lavoratori, cercando magari un accordo con la piana fiorentina. Oggi la costruzione non è solo urbanistica ma anche sociale, perché senza una casa fai fatica a costruire un percorso di vita”.

Sicurezza:

“Per ultimo ma non meno importante il tema della sicurezza, quando una ragazza o un ragazzo hanno anche solo l’idea di percepire un posto non sicuro abbiamo già perso. Sarebbe facile scaricare la colpa al governo dicendo che non sono arrivati i rinforzi promessi, ma noi vogliamo fare la nostra parte, affinché tutti si godano la città. L’amministrazione deve provare a fare un lavoro di prevenzione dal punto di vista sociale, non lasciando che episodi legati alla marginalità diventino fatti di cronaca. Insieme a questo dobbiamo affiancare anche un lavoro di decoro urbano, di riconfigurazione delle zone complesse. Certo non risolveremo tutto solo con questo ma dobbiamo dare ai nostri cittadini l’idea che vogliamo prenderci carico delle loro ansie e paure e fare tutto quello che è in nostro potere”.

“Ovviamente ci sarà anche il quotidiano e cosa succederà ogni giorno, tutto quello che si è sempre provato a fare in città, ma questi sono i cinque macro punti che, se i cittadini ci daranno fiducia, ci permetteranno di partire per una nuova stagione della città” conclude Biffoni.

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