Sono accusati di aver inondato Prato di migliaia di monete false da 2 euro, realizzate grazie ad almeno due zecche clandestine, una allestita in via Paoli a Prato, l’altra in una officina metallurgica a Quarrata. Protagonista una banda di falsari, probabilmente attiva anche a livello europeo, che è stata smantellata con una vasta operazione coordinata dalla Procura di Prato che vede protagonisti i carabinieri del comando provinciale, supportati dai colleghi del Nucleo antifalsificazione monetaria di Roma ma anche da personale della Zecca di Stato e dell’Europol. I militari hanno eseguito tre fermi di indiziati di delitto per i reati di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità finalizzata alla produzione e al traffico di monete false nei confronti del presunto capo dell’organizzazione, un cinese di 47 anni, e di due suoi complici, anche loro cinesi di 37 e 51 anni. Ci sono poi altri due indagati, anche loro cinesi, sottoposti a fermo con l’accusa di aver fatto da intermediari con gli smerciatori fiduciari. Sequestrate le due zecche oltre a ingenti quantitativi di materiale prodotto in Cina e destinato ad essere utilizzati per stampare i falsi. Per dare un’idea del fenomeno, i carabinieri nel corso delle indagini avviate lo scorso novembre hanno sequestrato, in tredici diverse occasioni, quasi 20mila monete false trovate nei cambiavalute delle sale slot della provincia di Prato.
Monete, come spiegato dal procuratore Luca Tescaroli, il cui “livello della contraffazione è idoneo a superare i più sofisticati dispositivi elettronici di controllo”. I falsari – spiega ancora il procuratore – avevano fatto arrivare dalla Cina circa una tonnellata di ‘ring’ e ‘inner’ (gli anelli e piattelli dorati centrali della moneta da 2 euro) e grazie a quelli riuscivano a ottenere tutte le caratteristiche di sicurezza delle monete genuine (peso, dimensioni e magnetismo perfettamente baricentrico).
PRATO - MAXI GIRO DI MONETE FALSE DA 2 EURO: TRE FERMI
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