Per la strage di Viareggio – 32 morti e più di cento feriti per il deragliamento e l’esplosione di un treno merci carico di gpl – diventa definitiva la condanna a cinque anni di carcere per Mauro Moretti, l’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e di Rete ferroviaria italiana imputato di disastro ferroviario colposo e incendio. A 6.206 giorni dalla strage – era il 29 giugno 2009 – la quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la condanna di Moretti e di altri undici tra ex dirigenti e tecnici delle società italiane e tedesche coinvolte a vario titolo nella gestione e nella manutenzione del treno. La sentenza è arrivata ieri sera, poco prima delle 8, al termine di una lunghissima giornata che è stata tale per tutti: per gli imputati in attesa di conoscere il loro destino dopo la richiesta della procura generale di recepire in pieno la sentenza dell’ultimo Appello, il terzo, e i familiari delle vittime in attesa di conoscere il finale giudiziario di una delle più grandi tragedie italiane.
Mauro Moretti, 72 anni, va in carcere: “Sono preparato e non accamperò scuse di salute – ha detto parlando al Corriere della Sera – ho la schiena dritta, vado”. “Una sentenza profondamente ingiusta – il commento a caldo del suo avvocato, Ambra Giovine – sono indignata. Si aprono le porte del carcere per un reato colposo gravissimo, ma per il quale l’ingegner Moretti non è colpevole”. Parole che sono rimbalzate sui familiari delle vittime; Daniela Rombi, presidente dell’associazione ‘Il mondo che vorrei’ ha risposto: “Sono felice e spero che l’ingegner Moretti vada in carcere anche solo per una settimana perché è risultato colpevole in tutti i giudizi e le carte parlano”.
Ci sono voluti 17 anni per arrivare ai titoli di coda di una vicenda giudiziaria complessa con più processi di appello durante i quali Moretti, nel 2018, aveva rinunciato alle prescrizioni intervenute per i reati incendio colposo e lesioni personali colpose. Prescrizioni validate per questi e altri reati da molti degli imputati con diminuzione delle pene.
La Cassazione ha deciso: la sentenza è irrevocabile, le pene passano in giudicato. Gli ordini di carcerazione sono una certezza.
ROMA - STRAGE VIAREGGIO: LE CONDANNE DIVENTANO DEFINITIVE
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