CAMAIORE (LU) - RESTA IN CARCERE L’UOMO CHE HA UCCISO MOGLIE E FIGLIO

Nadia Tarantino
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Stamani a Lucca la convalida dell’arresto di Piero Moriconi, l’uomo di 63 anni che mercoledì scorso, a Pieve di Camaiore, ha ucciso a colpi di fucile la moglie, Keti Andreoni, 51 anni, e il figlio, Mirko Moriconi di 24. Moriconi resta in carcere con l’accusa di duplice omicidio aggravato dalla premeditazione. Non ha risposto alle domande del giudice delle indagini preliminari, si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha formalizzato la decisione di nominare un avvocato di fiducia al posto di quello che gli è stato assegnato d’ufficio. Una tragedia familiare che l’omicida, operaio edile in un’azienda della zona, durante la confessione però, avrebbe detto essere nella sua testa già da tempo. Dissidi, liti, incomprensioni alla base del duplice omicidio: sarebbe stato questo a spingere Piero Moriconi a far fuoco contro la moglie e il figlio. Questo e non l’omofobia, sentimento che l’uomo ha negato al sostituto procuratore che ha ordinato il suo arresto e ai carabinieri che stanno ultimando le indagini. Mirko Moriconi era omosessuale, una condizione che, secondo il racconto di chi conosceva la famiglia, il padre non aveva mai accettato; un rifiuto emerso dai post pubblicati sui social dalla vittima che invece era legatissimo alla madre come dimostrano i pensieri e le poesie che le dedicava. L’avvocato d’ufficio delll’operaio dice che l’assistito gli ha riferito di una situazione divenuta insostenibile a causa dei problemi del figlio, delle sue continue richieste di soldi e poi le minacce della moglie di lasciare la casa. Una situazione che per quanto pesante è finita in tragedia, in una tragedia troppo grande. Piero Moriconi, dopo aver sparato e ucciso moglie e figlio, ha aspettato i carabinieri seduto vicino casa. Si è consegnato e ha confessato.

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