Il progetto green di Metinvest per il rilancio delle acciaierie di Piombino è giunto alla prova del tempo. L’attuazione dell’accordo siglato al ministero un anno fa, viaggia con un ritardo di 10-12 mesi e il termine ultimo affinché la società Italo ucraina non mandi tutto all’aria, è il prossimo dicembre. Il punto è stato fatto ieri pomeriggio al ministero a Roma alla presenza di tutti gli attori in campo-sindacati compresi. Fiom Cgil in particolare lancia un appello all’azienda e agli enti pubblici affinché si spinga sull’acceleratore per quanto di competenza. La colpa per il ritardo infatti, ha più padri. La società in primis che è alla ricerca di un investitore che su un investimento di oltre 3 miliardi metta sul piatto 300 mln di euro per ridurre dal 75% al 49% la partecipazione della società Ucraina, che proprio per le sue origini è considerata più rischiosa dalle banche. Poi ci sono la Regione e il sindaco di Piombino in veste di commissario, che devono sistemare la parte ambientale-burocratica e infine l’autorità portuale per la realizzazione della nuova banchina. Alla luce di un quadro così incerto dove molto dipenderà dalla volontà politica di chiudere le questioni aperte in tempi certi, risulta provvidenziale l’inserimento nell’accordo ministeriale di due settimane fa sul rilancio delle acciaierie Jsw, delle tutele senza date specifiche per tutti i 1300 lavoratori di cui 730 in esubero destinati a Metinvest. Grazie a quella formula, fortemente voluta da Fiom e Cisl, i lavoratori saranno garantiti anche in caso di uscita di scena di Metinvest con ammortizzatori sociali che saranno stabiliti poi. Se invece Metinvest riuscirà a far partire il suo progetto, i lavoratori interessati saranno si’ sottoposti a una cassa integrazione più lunga a causa dei ritardi, ma avranno una prospettiva futura più rosea. E’ sicuramente lo scenario migliore per tutti. Anche per la competitività del Paese.
LIVE
3