Airbnb, il colosso degli affitti brevi, respinge l’accusa di essere la causa dell’emergenza abitativa che ormai da tempo attanaglia Firenze. L’impatto c’è ma il problema avrebbe radici strutturali. “La respingiamo sulla base dei dati in nostro possesso che ci dicono che ad oggi il vero tema abitativo di Firenze è solo il 12,9% di case nel comune di Firenze (26mila abitazioni, ndr) che sono completamente sfitte e non utilizzate. – ha dichiarato Matteo Sarzana, country manager Airbnb Italia e Sud Est Europa – Gli interi appartamenti, che sono l’84%degli annunci, ossia circa 10.600 appartamenti, rappresenta appena il 5% dello stock residenziale totale”. Sulla base dei numeri in proprio possesso contesta anche le restrizioni con cui il Comune è corso ai ripari per arginare il fenomeno che avvantaggia la rendita e allontana i residenti. Limitare le autorizzazioni, secondo Airbnb, non porta ai risultati sperati. “Ad oggi poi, conclude Sarzana, “non c’è nessun dato che dimostri che le restrizioni totali di Manhattan e di Barcellona abbiano prodotto alcun effetto positivo rispetto agli affitti a lungo termine. Addirittura cominciamo a vedere città come Lisbona che hanno fatto marcia indietro proprio perché non hanno visto nessun effetto positivo”. Provvedimenti presi sulla base della mappatura del professore de La Sapienza Filippo Celata incaricato da Palazzo Vecchio, anch’essa contestata da Airbnb perchè non si basa sui numeri ufficiali della banca dati nazionale del Cin del ministero del Turismo. Airbnb usa i numeri anche per sfatare altri due falsi miti. Il primo: è tutto in mano ai grandi gruppi immobiliari. Airbnb ha oltre 6.200 host attivi a Firenze. Il 75% affitta un solo appartamento e per il 64% non è l’attività principale. Il guadagno medio è di 14mila euro che significa integrazione del reddito familiare, non speculazione professionale. Il secondo: airbnb è causa dell’overtourism. Le notti su questa piattaforma rappresentano il 30% del totale delle presenze a Firenze. Il consiglio alla sindaca Funaro, con cui i vertici nazionali di Airbnb si dicono pronti a collaborare, è effettuare un’adeguata pianificazione rispetti ai flussi turistici. Le restrizioni, al contrario, favorirebbero il mordi e fuggi. E a proposito del rapporto con Palazzo Vecchio, la piattaforma chiede chiarezza su quantità, criteri e distinzioni che saranno effettuate nel regolamento del 2028. Infine si fa notare che “A Firenze nel 2025 abbiamo raccolto e riversato 17 milioni di euro come imposta di soggiorno, siamo a 76 milioni di euro dal 2018”.
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