Decisi a riprendersi la merce per organizzare immediatamente le spedizioni ai clienti finali. Forti del provvedimento del giudice del lavoro del tribunale di Pisa che ha dichiarato “illegittimo” il picchetto di Sudd Cobas davanti allo stabilimento dell’azienda di logistica Acca, in via Copernico a Seano, i titolari dei pronto moda – 14 in tutto – si sono dati appuntamento nel pomeriggio di oggi, giovedì 16 luglio per procedere al ritiro delle scatole piene di capi di abbigliamento destinati a negozi e mercati in Italia e in Europa. Accompagnati dal loro avvocato, Tiziano Veltri, faranno valere il decreto firmato dal giudice Salvatore Ferraro, competente per il fatto che Sudd Cobas ha sede legale a Pontedera. Un decreto che va nella direzione esattamente opposta a quella tracciata appena pochi giorni fa dal giudice civile del tribunale di Prato, Francesco Delù, che ha respinto la richiesta di stoppare il picchetto arrivata, attraverso lo stesso studio legale e nella stessa forma di procedura d’urgenza, da 51 pronto moda. Alla base del rigetto “il difetto di periculum in mora”, vale a dire la “non provata gravità e irreparabilità del pregiudizio” richiamato dagli imprenditori che insistono sul fatto che se la merce non parte, il suo valore crolla trattandosi di capi di abbigliamento della collezione estiva 2026. Due provvedimenti che offrono due diverse letture della situazione in corso da ormai un mese alla Acca, finita al centro della durissima vertenza del sindacato in seguito all’annuncio di 95 licenziamenti per cessazione dell’attività a causa dello sfratto dal capannone di via Copernico.
A parte quello di oggi pomeriggio quando i 14 pronto moda si presenteranno a ritirare le loro merci (il picchetto di Sudd Cobas è ancora in atto in forza della decisione del tribunale di Prato ma gli imprenditori non vogliono saperne in forza della decisione del tribunale di Pisa), altri due step ‘giudiziari’ sono all’orizzonte. Il primo: il 24 luglio, il giudice del lavoro di Pisa ha dato appuntamento al sindacato e ai pronto moda per entrare nel merito della questione e stabilire il da farsi. Il secondo: allo stesso modo, ma il 12 agosto, il tribunale civile di Prato deciderà, dopo il reclamo proposto dagli imprenditori, se confermare o ribaltare il provvedimento già licenziato. E sulla data del 12 agosto c’è la forte critica dei 51 pronto moda al momento rimasti a mani vuote: “La data lascia perplessi – si legge in una nota – atteso che nel ricorso, che è e rimane in via di urgenza, è espressamente chiarito che, passato il mese di luglio, le merci non avranno più valore”. E’ questo il motivo per il quale sarà chiesto di anticipare l’udienza: “Se la data resterà quella – viene spiegato – rinunceremo al reclamo per carenza di interessa. Risulta incomprensibile il motivo di una fissazione così lontana nel tempo a fronte di specifiche istanze volte allo sblocco della merce entro il mese di luglio”. (nadia tarantino)
CARMIGNANO (PO) - Vertenza Acca, gli imprenditori a Sudd Cobas: “Ridateci la merce, ve lo impone il tribunale di Pisa”
Sono 14 i pronto moda che oggi si presenteranno in via Copernico a Seano per ritirare i loro capi di abbigliamento dopo il provvedimento del giudice del lavoro di Pisa che ha dichiarato "illegittimo" il picchetto. Niente da fare invece per le 51 attività che si sono rivolte al tribunale di Prato che ha preso una decisione opposta. La tensione resta alta
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