Ammontano a 120 milioni le misure per sostenere la reindustrializzazione dell’economia toscana presentate oggi in Regione dopo il confronto di questi mesi con le categorie economiche. Una somma frutto di risorse regionali e di rimodulazione dei residui Fesr. Tra le novità l’istituzione di un fondo specifico con un plafond di oltre 21 milioni di euro per sostenere programmi di investimento produttivo immediatamente cantierabili. “La Toscana – afferma il governatore – vuole essere un centro di manifattura essenziale, accanto al turismo, all’iniziativa culturale, ai servizi”. La manifattura sarà al centro dell’attenzione per tornare a essere locomotiva della Toscana. Un accento particolare sarà dedicato alla moda. Tra le nove misure infatti, c’è il bando Filiera 2026 dedicato a moda e oro con progetti integrati di innovazione e investimenti produttivi e una dotazione di circa 9 milioni, la riapertura del bando Impresa digitale rivolto alle Mpmi della Toscana con uno stanziamento di 21 milioni. Altri 15 sono destinati al bando Internazionalizzazione, specialmente nei mercati dell’India e del Mercosur, 19 al Fondo capitale di rischio per le start up innovative, ampliabile fino a 24, ulteriori 9,750 milioni sono quelli del Fondo equity moda per supportare investimenti e aggregazioni societarie, 3 milioni per favorire e consolidare l’insediamento dei Centri commerciali naturali, infine le restanti risorse per sostenere l’accesso al credito e potenziare la competitività del tessuto produttivo locale. Dopo i confronti con le parti, sottolinea anche l’assessore Marras “abbiamo presentato alla consulta delle imprese e ai sindacati una rimodulazione dei nostri programmi”, per “dare un impulso reale, significativo e immediato alla reindustrializzazione. Il focus è la manifattura, ma non ci scordiamo nemmeno dei servizi e del turismo e presentiamo una manovra di una serie di misure che ammontano a circa 120 milioni di euro”.
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