Intesa San Paolo espugna Rocca Salimbeni. L’assemblea dei soci di Mps ha votato contro al piano difensivo dell’ad Lovaglio che di fatto apre la strada all’opas di Intesa San Paolo che prevede lo smembramento della banca per venderne una parte – 635 sportelli, la direzione e Rocca Salimbeni – a Unipol che la unirà a Bper per formare un nuovo polo bancario, il Monte dei Paschi. Cancellati quindi il nome e oltre 5 secoli di storia in un solo colpo. Le due ops su Banco Bpm e Banca Generali sono state bocciate da circa il 90% del capitale sociale presente in assemblea. Favorevole il 6,5%circa, astenuto il 2,41%. Un destino quasi scontato alla vigilia dell’assemblea di oggi alla luce del no annunciato dai grandi soci – Delfin, Caltagirone, Benetton che coprono circa il 33%– e dell’astensione del ministero del tesoro, socio con quasi il 5% rendendo molto complicato il raggiungimento del voto favorevole dei due terzi del capitale. Un destino diventato quasi certezza quando oltre il 63% l’assemblea ha decretato il primo no a Lovaglio votando contro il completamento della fusione con Mediobanca che secondo molti è il reale obiettivo di Intesa che così, una volta completata l’acquisizione di Mps, avrà le mani libere su piazzetta Cuccia.
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