Il porto di Piombino si trasformerà in un polo di assemblaggio e collaudo dei grandi moduli industriali per la produzione energetica al servizio di tutto il mondo. E’ ambizioso quanto strategico il progetto firmato da Baker Hughes Nuovo Pignone e da Mvn Srl, società controllata dal Gruppo Msc, come partner logistico. Dopo due tentativi falliti e di fronte alla saturazione del sito di Avenza a Carrara che impiega 1.500 persone, la multinazionale americana leader nelle turbine e compressori per il mercato dell’oil & gas, cerca di mettere a terra un nuovo hub, gemello di quello di Avenza, che potenzi ulteriormente la sua presenza in Toscana che conta già tre siti a cominciare da Firenze e oltre 5mila addetti. L’iter per insediamento è stato avviato dall’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale attraverso la pubblicazione di un avviso pubblico per il rilascio di una concessione per due aree di oltre 200.000 metri quadri totali nel porto di Piombino. L’avviso fa seguito ad un’istanza depositata a metà settembre per una concessione di 30 anni. Il presidente della Regione rivendica che la novità non “avviene per caso ma fa seguito ad un’interazione con la Regione nell’ambito delle azioni a supporto del piano industriale e dell’attrazione degli investimenti in Toscana di Baker Hughes (BH). Giani rivendica e manda un messaggio all’autorità portuale per evitare che i fallimenti passati si ripetano: “in precedenza l’infrastruttura non era pronta rispetto alle esigenze industriali” mentre “ora invece le condizioni sono propizie, salvo che le procedure pubbliche siano irreprensibili ma consapevolmente rapide, perché il mercato e le commesse di Bh non possono aspettare rispetto al cosiddetto ‘time to market'”, “in caso contrario salperanno per altri porti nel mondo”.
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