Dovrebbe diventare operativo entro l’estate il Piano d’ambito dei tre ATO della Toscana che realizza il Piano della Gestione rifiuti approvato lo scorso anno. L’obiettivo europeo è quello di ridurre i rifiuti in discarica (max 10% entro il 2030) e aumentare il riciclo (65% entro il 2030) attraverso prevenzione, riuso, riciclo, e recupero energetico. In una parola “economia circolare” che parte dal presupposto di produrre meno rifiuti possibile. E se dal punto di vista di raccolta differenziata le cose negli ultimi anni sono molto migliorate, la Toscana è, insieme alle Marche, la seconda regione in Italia con più discariche (ne ha 9), e in base a dati Ispra la regione che smaltisce più rifiuti in discarica ovvero il sistema peggiore (da un punto di vista ambientale) con cui gestire i rifiuti. Tra nuovi impianti già in funzione, quelli in fase di realizzazione sono una ventina i nuovi impianti in regione tra cui 3 non ancora autorizzati sui quali siamo un po’ indietro, è stato spiegato in un incontro conoscitivo sul nuovo Piano d’ambito che si è svolto al castello dell’Acciaolo a Scandicci. Ma quanto è autosufficiente la Toscana nella gestione dei rifiuti?
Va un po’ meno bene nell’ATO Centro protagonista in passato di vere e proprie sollevazioni popolari quando si è trattato di individuare il luogo su cui realizare nuovi impianti (come accaduto nell’epolese). 100mila tonnellate di rifiuto indifferenziato su circa 860mila vengono spedite in ATo Costa dove vengono trattate e conferite in discarica
FIRENZE - AUTOSUFFICIENZA RIFIUTI: BENE LA REGIONE, MENO L’ATO CENTRO
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