E’ ergastolo la parola fine per Gianluca Paul Seung,il 37enne di Torre del Lago che il 21 aprile 2023 aggredì e uccise la psichiatra Barbara Capovani, davanti all’ospedale Santa Chiara di Pisa. Nella tarda serata di ieri, dopo una lunga giornata di attesa, la Cassazione ha pronunciato il suo verdetto che conferma quanto già stabilito in primo grado dalla Corte d’assise di Pisa e in secondo dalla Corte d’appello di Firenze. Niente da fare per gli avvocati Andrea Pieri e Gabriele Parrini che aveva chiesto di tornare indietro per affrontare il nodo centrale di tutta la vicenda: l’imputabilità del loro assistito, ritenuto capace di intendere e volere nel corso del processo per l’omicidio Capovani ma, in precedenza, per un caso di diffamazione e stalking, considerato dal tribunale di Lucca non imputabile.
Seung confessò davanti ai giudici di Pisa l’aggressione, entrando, con lucida freddezza, nei particolari dell’omicidio della dottoressa che lo aveva avuto in cura nel 2019. Barbara Capovani, 55 anni, fu uccisa con dodici colpi alla testa assestati con un corpo contundente. Sette secondi di violenza ripresi dalle telecamere di sorveglianza. Confessò l’aggressione, Seung: disse che voleva solo picchiare la donna ma che poi sbagliò la traiettoria e finì male. Per spiegare il suo gesto, l’uomo accusò la psichiatra di illegalità, voleva che la stampa si occupasse di lui e delle sue denunce. Un quadro farneticante, pieno di odio per gli psichiatri e per Barbara Capovani in particolare. La procura generale, ieri, ha chiesto di confermare l’ergastolo e rigettare la richiesta della difesa di nuovi accertamenti su Seung che, in primo grado, era stato ritenuto psicopatico con disturbi paranoidi ma in grado di affrontare il processo.
PISA - OMICIDIO CAPOVANI, CASSAZIONE: ERGASTOLO A SEUNG
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