Gianluca Banchelli, candidato sindaco del centrodestra, ha voluto convocare al Politeama i candidati consiglieri della coalizione che lo sostiene per fare insieme a loro un bilancio di questi primi giorni di campagna elettorale. E’ stato un incontro nel segno dell’unità della coalizione, alla presenza degli esponenti provinciali dei partiti che lo supportano ma anche di ospiti d’eccezione come l’ex-sindaco Roberto Cenni ed il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, già sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi.
“Ci sono momenti nella vita di una città in cui non basta partecipare – ha detto Banchelli -. Bisogna scegliere da che parte stare. Pochi giorni fa Massimo Recalcati ha sollevato una riflessione importante: ha parlato di un “complesso di superiorità della sinistra”, di un atteggiamento che negli anni ha portato qualcuno a pensare di poter monopolizzare valori come la memoria, la libertà, il bene comune. E mentre qualcuno si prendeva quei valori, qualcun altro, tanti hanno iniziato a sviluppare un senso di impotenza. Hanno fatto un passo indietro, hanno lasciato spazio. E adesso siamo qui anche per questo: per parlare di libertà. Per riprendere quello spazio, perché la libertà non è patrimonio della sinistra. Non appartiene a una parte. Appartiene a chi ha il coraggio di viverla. E oggi, qui a Prato, questo tema non è teorico. È concreto”.
“In questa prima settimana di campagna elettorale – ha aggiunto Banchelli – ho visto una cosa che non mi aspettavo, o forse sì: ho visto persone abbassare la voce, avvicinarsi con cautela, quasi con timore. Imprenditori, lavoratori, cittadini che ci dicono ma di avere paura di mostrarlo. E allora faccio una domanda, semplice: che città siamo diventati, se abbiamo paura anche solo di sperare nel cambiamento? Noi abbiamo una necessità impellente: assumerci la responsabilità. Responsabilità di dire le cose come stanno, di metterci la faccia, non girarci dall’altra parte. E oggi questo fa tutta la differenza, perché se pensiamo di restare altri cinque anni alla finestra e di guardare la città scorrere davanti a noi abbiamo già perso”.
E su queste basi, il candidato del centrodestra ha rivolto un appello ai pratesi. “Io non sono qui per partecipare, sono qui per cambiare le cose. Per dare un occasione a tutti. Prato ha bisogno di una discontinuità vera, non di parole nuove su schemi vecchi. Perché questa non è una campagna elettorale come le altre: è una chiamata alla responsabilità. E se avremo il coraggio di rispondere, questa città tornerà a camminare”