SESTO F.NO (FI) - IL PD SI SPACCA SUL NOME DI GIULIA BARDUCCI

Alessio Poggioni
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Bagarre tutta interna al centrosinistra a Sesto fiorentino, com’era peraltro già stato ampiamente annunciato. Ieri sera nell’assemblea il Partito Democratico ha infatti indicato il nome di Giulia Barducci come rappresentante dei dem al tavolo della coalizione. Per la segretaria Sara Bosi: “è bene che il confronto rimanga nei luoghi democratici del partito e che si lavori per rafforzare unità e coesione. La decisione assunta dall’assemblea – dice – rappresenta un decisivo scatto di responsabilità del Partito Democratico. È un segnale di maturità politica che traduce il confronto interno in una proposta autorevole per il futuro della città.”
Parole che tuttavia non riescono a nascondere la polvere sotto il tappeto, dato che già in mattinata arriva la replica durissima di Sara Martini e Giacomo Trallori, tra i firmatari della candidatura di Claudia Pecchioli, attuale sindaca reggente, esclusa dunque dall’assemblea. Per loro, la segreteria avrebbe avanzato il nome di Barducci “violando deliberatamente lo statuto, votando (con soli 17 voti su 32 membri dell’assemblea) un nome che non è uscito da nessuna consultazione, nonostante da settimane il 40% degli iscritti, quasi 100 persone, abbia indicato Claudia Pecchioli, attuale sindaca facente funzioni, e ne abbia sottoscritto la candidatura”. Accusa rivolta poi ai “notabili del partito”, colpevoli di avanzare una candidatura “già bruciata, non unitaria, non competitiva”.
E la competizione, stando alle ricostruzioni, in effetti non ci dovrebbe essere: il nome avanzato dall’assemblea sarebbe funzionale all’accordo con Damiano Sforzi, già assessore della giunta uscente, appartenente alla lista civica Per Sesto ma pronto a rientrare nel Partito appena dopo le elezioni, almeno stando ai rumors.
Ad ogni modo, la spaccatura nel partito è netta, tanto che Martini e Trallori chiedono alla segreteria di fare sintesi anche col nome di Pecchioli, e di “andare al tavolo della coalizione a chiedere le primarie”.
Dove tra l’altro vorrebbe sedere anche Ecolò, componente forte della sinistra che ha già annunciato di stare fuori dalla coalizione se alla fine la scelta sarà fatta a tavolino e non tramite il voto ai seggi.

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