Ha cercato di fuggire con una evasione da film: usando le lenzuola per scalare la parete. Il romeno Vasile Frumuzache, accusato degli omicidi di due escort – le connazionali Denisa Paun e Ana Maria Andrei, uccise a Prato e Montecatini – ha tentato verso le 10 l’evasione dal carcere di Sollicciano durante l’ora d’aria. Lo riferisce il sindacato di polizia penitenziaria Osapp spiegando che l’uomo sarebbe riuscito a scavalcare prima il muro dei passeggi e poi quello di cinta usando una corda rudimentale ricavata, pare, da lenzuola. Il tentativo di fuga è stato sventato dall’unico agente penitenziario di pattuglia che in auto faceva il giro di ronda nel perimetro del carcere. Il detenuto è stato quindi bloccato e riportato in cella.
Se Frumuzache fosse riuscito a scavalcare completamente anche il secondo muro, poi avrebbe attraversato un tratto di terreno e avrebbe potuto raggiungere e superare l’alta recinzione metallica esterna, scappando nei campi intorno al carcere di Sollicciano. Frumuzache era detenuto a Sollicciano dopo essere stato trasferito dalla Dogaia di Prato in seguito all’aggressione subita da parte di un altro detenuto. Tra l’altro domani è in programma un’udienza in Corte d’Assise del processo a carico dell’uomo per i due omicidi, processo in cui l’accusa è sostenuta dalla procura di Prato. Maria Denisa Paun, 30 anni, fu uccisa e decapitata dopo un incontro sessuale a pagamento nella notte tra il 15 e il 16 maggio scorsi in un residence a Prato, mentre Ana Maria Andrei, 28 anni, era scomparsa da Montecatini Terme il 1º agosto 2024 e il suo corpo fu ritrovato nello stesso terreno della città termale dove era stato abbandonato il cadavere di Denisa.
Diego Capano, difensore di Frumuzache, ha appreso dalla stampa del tentativo di evasione. “Non ho ricevuto atti relativi a quanto successo – spiega – mi aspetto di ricevere posta entro qualche giorno”. A cosa va incontro ora l’uomo che ha confessato gli omicidi delle due escort? “Il primo dato è che il mio assistito ha un ulteriore problema giudiziario oltre a quelli già in corso con le procure di Prato e di Pistoia. Arriverà dalla procura di Firenze la contestazione di tentata evasione ed è verosimile che verrà avviato un procedimento autonomo. Nell’immediato, invece, Frumuzache domani non sarà tradotto dal carcere di Sollicciano all’aula bunker dove è in corso il processo per gli omicidi. Dopo aver tentato di sottrarsi alla misura cautelare, seguirà il processo in videocollegamento”.
Pieno apprezzamento per l’operato dell’agente di ronda che ha visto e bloccato il detenuto viene ribadito in un comunicato dal delegato nazionale del sindacato Osapp, Canio Colangelo, che invece nello stesso testo esprime “forti perplessità sulle capacità organizzative e sulla sicurezza della struttura che, anche in questo caso, ha dimostrato di essere una groviera. Ci si domanda infatti come ha potuto un detenuto che dovrebbe essere super sorvegliato per motivi di sicurezza e anche di incolumità – conclude -, rendersi autore di una tale azione”.
Anche il segretario nazionale del Sappe per la Toscana, Francesco Oliviero, ha espresso “apprezzamento e gratitudine” al personale di polizia penitenziaria per la professionalità e la prontezza dimostrate, sottolineando però le “gravi carenze strutturali” del carcere di Sollicciano e la cronica carenza di personale. Anche il segretario generale del Sappe, Donato Capece, ha elogiato l’operato degli agenti: “È solo grazie alla loro professionalità se è stato possibile sventare una fuga che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime per la sicurezza di poliziotti, detenuti e cittadini”. Capece ha infine ribadito la necessità di investimenti strutturali, assunzioni e risorse adeguate per garantire la sicurezza negli istituti penitenziari.