PESCIA (PT) - LA CGIL CHIEDE CHIARIMENTI SULLA MORTE DEL 79ENNE

Alessio Poggioni
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Cordoglio, ma anche una netta richiesta di chiarimento. Così la FP cgil Prato Pistoia ha manifestato vicinanza ai familiari e colleghi di Giovanni Cosci, il tecnico di 79 anni morto ieri mentre svolgeva un intervento di manutenzione in una Rsa di Pescia.
Per la Cgil pistoiese la vicenda solleva interrogativi che vanno oltre la dinamica dell’incidente: Cosci era formalmente in pensione, eppure ancora al lavoro. “A 79 anni non si dovrebbe morire di lavoro”, sottolinea il sindacato, richiamando il tema delle condizioni sociali ed economiche che spingono sempre più persone anziane a proseguire l’attività lavorativa, esponendosi a rischi professionali.
La morte del tecnico, aggiunge la Cgil, non può essere liquidata come una fatalità. Il sindacato ricorda di aver già segnalato criticità strutturali e problemi legati agli ausili nella Rsa, ribadendo che gli infortuni mortali sono il frutto di condizioni e responsabilità che devono essere accertate.
Infine, l’organizzazione denuncia da tempo l’allungamento della vita lavorativa e la fragilità delle pensioni, ricordando che nel 2025, in Valdinievole, si sono già verificati altri due incidenti mortali che hanno coinvolto lavoratori anziani: Mario Morina, 59 anni, travolto da un albero mentre lo stava tagliando, e Massimo Mirabelli, 76 anni, morto mentre scaricava biancheria destinata a un hotel di Montecatini Terme.

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