Firenze conta quasi mille negozi in meno in 13 anni: 690 fuori dal centro, 293 in centro, quasi il 22% in meno. Una delle contrazioni più contenute tra le città italiane, ma comunque significative. Lo afferma uno studio di Confcommercio che evidenzia anche un’altra preoccupante dinamica che per quanto nazionale come la prima a cui è in parte correlata, trova nel capoluogo toscano massima espressione: parallelamente alla riduzione dei negozi tradizionali cresce il numero delle attività legate al turismo e al consumo fuori casa. Nel centro storico fiorentino le imprese di alloggio e ristorazione sono passate da 1.200 nel 2012 a 1.520 nel 2025, mentre nel resto della città sono salite da 1.517 a 1.825. Ad aumentare sono soprattutto i ristoranti, passati in centro da 400 a 573, e le strutture ricettive extralberghiere, salite da 177 a 409, segno di un’economia urbana sempre più orientata verso il turismo. Nel centro storico la riduzione dei negozi che oggi sono 1.460, ha riguardato i negozi di abbigliamento e calzature, passati da 470 nel 2012 a 403 nel 2025, quelli di libri e giocattoli da 86 a 51, le edicole da 51 a 30 e le attività di mobili e ferramenta da 129 a 89. Si tratta di comparti che negli ultimi anni hanno risentito profondamente dei cambiamenti nelle abitudini di acquisto, tra crescita dell’e-commerce e nuove modalità di consumo. Dinamiche simili nel resto del territorio comunale che hanno portato gli esercizi commerciali a scendere da 3.256 a 2.566.
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