Quando le acque hanno cominciato ad agitarsi e i conti a non tornare più, la società vecchia è stata svuotata lasciando i creditori a mani vuote mentre dipendenti e mezzi produttivi sono stati trasferiti in una nuova società. Un’operazione che è stata però ricostruita dalla guardia di finanza che oggi, su ordine del giudice delle indagini preliminari del tribunale di Firenze che ha recepito la richiesta della procura, ha sottoposto a sequestro preventivo le quote sociali della società in questione, attiva a Empoli nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio di prodotti alimentari. Le indagini, avviate in seguito alla denuncia di undici persone accusate di aver messo in piedi una ‘frode carosello’, vale a dire una triangolazione di società con sede in Campania, Toscana e Romania per generare crediti Iva che venivano chiesti all’Erario a titolo di rimborso seppure non dovuti, hanno portato alla scoperta del collegamento tra la vecchia società, lasciata con i debiti, e la nuova aperta come prosecuzione. A maggio, intanto, è fissata l’udienza preliminare per gli 11 imputati, tra cui gli amministratori della società oggi indagati per bancarotta fraudolenta. Stando all’accusa, tra il 2019 e il 2021 la frode carosello avrebbe consentito di maturare crediti Iva per oltre un milione di euro, oltre la metà dei quali intercettati e bloccati impedendo così l’erogazione. La società, inoltre, attraverso false fatturazioni, aveva anche avuto accesso a oltre 300mila euro di finanziamenti sorretti da garanzie statali traendo in inganno due banche.
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