Dieci anni fa l’approvazione della legge sull’omicidio stradale, varata sull’onda di un movimento di opinione che vide tra i principali promotori alcune realtà fiorentine come l’associazione Lorenzo Guarnieri, intitolata alla memoria del giovane 17enne ucciso da un’auto guidata da una persona sotto l’effetto di sostanze e l’allora premier Matteo Renzi. Stamani in Palazzo Medici Riccardi è stato presentato il libro “La legge che non voleva nascere. Dieci anni di omicidio stradale: una battaglia di civiltà’ , a cura di Stefano Guarnieri, padre di Lorenzo, e Giuliano Biserni. Il libro ricostruisce, attraverso testimonianze, analisi e dati, il lungo e complesso percorso che ha portato alla nascita della legge, in vigore dal 25 marzo 2016, resa possibile anche grazie alla raccolta di 85.000 firme. Nelle pagine vengono ricordati gli effetti della norma sull’attività delle forze di polizia e dei tribunali, evidenziando progressi e criticità. Alla presentazione anche la sindaca di Firenze Sara Funaro. Anche per Stefano Guarnieri, presidente della Fondazione Lorenzo Guarnieri Ets, l’introduzione del reato di omicidio stradale non è sufficiente, “è indispensabile che la politica consideri la sicurezza stradale una priorità e vi investa con decisione”. Per Giordano Biserni è necessario evitare il “disarmo degli strumenti come i misuratori di velocità e superando vincoli che impediscono anche verifiche da remoto sull’uso del cellulare alla guida o delle cinture di sicurezza. I numeri parlano chiaro: dall’inizio dell’anno alla prima settimana di marzo sono già morti 86 pedoni e 33 ciclisti; nei primi dieci fine settimana del 2026 le vittime sulle strade sono state 187. Meno che nel 2016, ma c’è ancora moltissimo da fare”.
FIRENZE - A DIECI ANNI DALLA LEGGE SUGLI INCIDENTI STRADALI
LIVE
6