Un aumento medio della Tari del 6,7%, il via libera al revamping dell’inceneritore di Montale che permetterà il raddoppio delle tonnellate di rifiuti smaltite, l’indirizzo ai vertici di Ato di effettuare le valutazioni sui costi del servizio in base a dei piani d’ambito aggiornati. E’ in estrema sintesi l’esito dell’assemblea dei 65 Comuni dell’Ato Toscana centro che si è svolta stamani a Scandicci. Non sono mancati momenti di tensione tra i vertici di Ato e l’assemblea. I sindaci lamentano l’impossibilità di spiegare in modo chiaro ai propri cittadini l’impianto tecnico che ogni anno porta a ritoccare le tariffe verso l’alto. Quest’anno la media è del 6,7% per le famiglie e del 3,2% per le utenze non domestiche, ma ci sono realtà che devono affrontare aumenti più alti. Prato ad esempio con l’8,5% per le domestiche e l’8% per le non domestiche. Ed è proprio Prato a farsi promotore di un emendamento alla delibera sull’aumento della Tari, che impegni i vertici di Ato a effettuare piani di ambito più aggiornati per il calcolo della tariffa. L’attuale infatti, è fermo al 2021, cosa che ha portato Ato a non riconoscere 22 milioni di recenti investimenti effettuati dal gestore, ossia Plures, su richiesta dei Comuni. Scontro che fa emergere ancora una volta i limiti di due realtà con ruoli diversi ma composte dagli stessi soci, ossia i Comuni.
Per rendersi più indipendenti e chiudere il ciclo dei rifiuti in loco, cosa che dovrebbe permettere una riduzione dei costi, l’assemblea ha detto sì anche al potenziamento dell’inceneritore di Montale che verrà completamente rinnovato per poter trattare fino a 100mila tonnellate annue, il doppio delle attuali, e all’aumento dell’indennizzo per quei Comuni che ospitano gli impianti al servizio di tutto l’ambito. Si sono astenuti Montecatini, Chiesina Uzzanese e Agliana nonostante sia proprietaria dell’impianto con Montale e Quarrata. Unico Comune contrario Montemurlo
Scandicci - Ato, Tari in aumento e sì a revamping Montale
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