Automotive, siderurgia, accessori moda e backoffice bancari. Sono i settori in crisi su cui i sindacati metalmeccanici hanno chiesto un’attenzione particolare al presidente toscano Eugenio Giani nell’incontro avuto stamani nella sede della Regione a Novoli. Sull’automotive in particolare si chiede l’istituzione di un tavolo regionale permanente esattamente come è stato fatto per la moda. Numerose le situazioni critiche o che rischiano di diventarlo. “Non abbiamo azienda toscana che fornisce componentistica auto o moto che non stia attraversando una crisi derivante da un calo significativo degli ordini. – ha spiegato Daniele Calosi, segretario regionale Fiom Cgil – Quindi siamo molto preoccupati per l’integrità del settore. Abbiamo chiesto al presidente della Regione di attivare un tavolo di monitoraggio e di azioni concrete sull’intero settore coinvolgendo le imprese, le associazioni datoriali e le istituzioni locali dove sono presenti gli stabilimenti. Le preoccupazioni maggiori riguardano tutto il settore che lavora con Piaggio, poi Pierburg, Magna e Dumarey che fa iniettori dando lavoro a 750 persone più un centinaio di interinali e ha una previsione di riduzione del 30% degli ordini”.
Giani si è impegnato a convocare il tavolo entro un mese e già domani, al tavolo nazionale, la Regione porterà le istanze toscane.- “Vogliamo proiettare la Toscana come area di reindustrializzazione. – ha affermato al termine dell’incontro Giani – Dobbiamo seguire quella capacità di attrazione di investimenti nel settore manifatturiero e che deve avere un deciso volano da parte della Regione. Gli strumenti per le crisi che abbiamo, anche per riallinearci ai mercati che tirano, sono la formazione e la conversione delle professionalità delle nostre maestranze. E’ fondamentale, però anche quello che può essere un rapporto sui territori per favorire l’industrializzazione di aree. E’ stato un incontro di carattere generale – ha aggiunto -, che abitualmente tengo, perché la voce dei sindacati è fondamentale per le azioni che poi io posso sviluppare sulle imprese”.
E poi ci sono gli accessori moda che come tutto il manifatturiero è in grandissima difficoltà con continue richieste di ammortizzatori e 200 persone nel “limbo” senza alcun sostegno al reddito. In questo caso i sindacati hanno chiesto la partecipazione al tavolo regionale sulla moda, visto che il comparto è comunque coinvolto nella filiera per la produzione di accessori. “Parecchie aziende stanno male, altre stanno chiudendo – ha affermato e Flavia Capilli, segretaria toscana della Fim Cisl. -Tra i nomi la Frosini di Signa vittima di un incendio qualche mese fa “che ha messo in cassa integrazione un centinaio di lavoratori, la cassa però non è stata approvata e quindi praticamente sono senza retribuzione. Numeri totali non ne abbiamo, ma parlare di ‘rischio a tre zeri’ dal punto di vista occupazionale non è sbagliato”. Infine la siderurgia, ossia Piombino con il progetto Metinvest. “In questi giorni – ha affermato Vincenzo Renda coordinatore regionale Uilm – è stata prorogata la cassa integrazione e i lavoratori ne faranno almeno un altro anno. In Italia manca l’acciaio, se non parte Piombino, ce lo daranno altri Paesi d’Europa, ce lo faranno pagare caro, ce lo daranno quando avanza a loro e non sarà di qualità. A Giani chiediamo di spingere affinché si chiuda l’accordo di programma. C’è paura, perché in passato abbiamo conosciuto diversi imprenditori che hanno fatto il gioco dell’oca, a un certo punto sono tornati indietro e spariti”.
FIRENZE - CRISI AUTOMOTIVE, SINDACATI CHIEDONO TAVOLO REGIONALE PERMAN
LIVE
2