FIRENZE - ‘CUBO NERO’: NOTIFICATI GLI AVVISI DI GARANZIA

Nadia Tarantino
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Dieci forse undici gli avvisi di garanzia che la procura di Firenze ha notificato in queste ore a dirigenti, funzionari, tecnici che a vario titolo hanno ricoperto un ruolo nell’iter che ha portato alla realizzazione del tanto discusso e contestato ‘cubo nero’, come i fiorentini hanno battezzato gli edifici destinati a residenziale e ricettivo che hanno preso il posto del vecchio teatro comunale. Le ipotesi di reato contestate sono, a seconda della posizione di ciascuno, falso ideologico, abuso edilizio e violazione del testo unico sul paesaggio. Accuse pesanti che saranno formalizzate nel corso degli interrogatori che la procura ha già programmato per i prossimi giorni e che potrebbero fornire elementi nuovi su cui continuare gli accertamenti e, nel caso, da cui partire per ampliare la rosa degli indagati dalla quale sembra per adesso escluso il livello politico. L’inchiesta, aperta sul finire della scorsa estate in seguito a denunce circostanziate e critiche anche di esperti di fama internazionale, ha subito una decisa accelerazione dopo le ultime acquisizioni di documenti che hanno incrementato la già notevole mole messa insieme da carabinieri e guardia di finanza che più volte, nel corso dei mesi, hanno bussato alle porte di Palazzo Vecchio e a quelle della Sopraintendenza.
Il ‘cubo nero’, costruito in piena area Unesco e colpevole dell’impattante modifica a cui è andato incontro lo skyline fiorentino, è fonte di diversi capitoli che l’inchiesta intende approfondire: la corrispondenza tra i volumi acquisiti e dichiarati e quelli effettivamente realizzati in seguito ai lavori, il rigoroso rispetto dei vincoli che caratterizzano tutte le aree Unesco e eventuali differenze o difformità tra quanto scritto nelle carte del progetto e quanto effettivamente realizzato. Altro punto su cui gli investigatori stanno lavorando è la ricostruzione fedele, carta per carta, atto per atto, dell’intero iter a cominciare dalla demolizione del teatro comunale fino alla costruzione del ‘cubo nero’: si tratta di tornare indietro di anni. Il fulcro è rappresentato dal 2018 quando il progetto viene approvato e il 2020 quando la Soprintendenza esprime parere favorevole all’operazione e viene rilasciata dal Comune l’autorizzazione paesaggistica per eseguire i lavori. Discrepanze tra la descrizione dei lavori autorizzati e il risultato finale? Lo dirà l’inchiesta.

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