VICCHIO (FI) - FORTETO: IL COMUNE DI VICCHIO DOVRÀ RISARCIRE 600MILA EURO

Alessio Poggioni
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Oltre 600mila euro è l’ammontare del risarcimento che il Comune di Vicchio dovrà versare ad una delle vittime del Forteto, la comunità guidata dal Profeta Rodolfo Fiesoli che per decenni ha perpetrato violenze e soprusi nei confronti dei bambini affidatigli dal tribunale dei minori.
La sentenza emessa dal Tribunale di Genova si basa sul fatto che, secondo i giudici, il sistema Forteto sarebbe stato per anni agevolato dalla scarsità di controlli da parte degli assistenti sociali del Comune. La vittima, che negli anni 90 entrò nella struttura insieme ai suoi due fratelli, subendo poi violenze di ogni genere, aveva già ottenuto circa 370mila euro di risarcimento dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla cooperativa al termine del processo penale. A cui oggi si aggiungono quelli richiesti al Comune mugellano. Che dalla sua ha annunciato di voler fare ricorso in Appello: “Com’è noto – spiega una nota dell’ente – i fatti risalgono a molti anni addietro e non riguardano quest’amministrazione. Nel rinnovare la solidarietà e vicinanza alle vittime, occorre anche precisare che tali azioni sono assunte a tutela dell’ente e dei cittadini».
Ma per il Tribunale la realtà oggettiva riguarda le mancanze che il sistema dei servizi sociali comunali ha dimostrato nella gestione dei minori all’interno della struttura: stando al resoconto processuale, infatti, loro erano stati incaricati dal Tribunale dei Minori di Firenze “di attivare interventi di sostegno, indirizzo e controllo nell’interesse dei genitori e dei minori» ed erano quindi investiti per legge di un obbligo di vigilanza”. Nel caso specifico, ad esempio, i fratellini una volta entrati al Forteto furono separati e affidati a mamme diverse, quando il Tribunale dei Minori aveva invece ordinato di tenerli uniti. Inoltre, i tre bambini furono costretti a mentire contro i genitori, accusandoli di abusi e violenze, versione che i servizi sociali avvallarono senza approfondire la questione, nonostante fosse ben nota la condanna del 1985 contro Fiesoli per atti libidinosi in presenza di minori.
Gli strascichi di quella pagina scura, insomma, proseguono e colpiscono oggi l’amministrazione di Vicchio, già in una difficile situazione finanziaria. Amministrazione che, con la richiesta di ricorso, tenterà almeno di ridurre l’ammontare del risarcimento.

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