C’è Hridoy Mahmud, arrivato dal Bangladesh nel 2012 in Italia che dal 2016 lavorava in un’azienda cinese della pelletteria. 12 ore al giorno sei giorni su sette per 800€ al mese. Regolare con il permesso di soggiorno. O H. S., pachistano, che vuole rimanere anonimo perché il processo contro i suoi datori di lavoro è ancora in corso. Era partito appena 18enne una decina di anni fa affrontando un lungo viaggio spesso a piedi tra Iran, Turchia, Grecia, Balcani, entrando in Italia da Trieste. Sta ancora pagando il debito di 12mIla euro che deve a chi lo ha aiutato (così lo definisce). Lavorava nella nautica per 10 euro l’ora, 50 ore a settimana in gran parte non pagate. Sono quasi tutte storie di stranieri (la maggior parte uomini ma non solo) portati qui spesso da connazionali con la promessa di un lavoro e poi inseriti nella maglia dei subappalti in cui è facile sfruttarli quelle raccontate in occasione dell’iniziativa della CGIL ‘Tutelare il lavoro, contrastare lo sfruttamento’. E loro sono coloro che ce l’hanno fatta ad uscire dallo sfruttamento, grazie al coraggio che hanno avuto nel denunciare e all’aiuto del Sindacato o a Progetti della Regione come Soleil che negli ultimi due hanno ha accompagnato circa 1000 persone nel mondo della legalità con aiuti concreti come la ricerca di un alloggio o la formazione lavorativa. Un progetto che, ha annunciato il Presidente Giani, diventerà legge regionale con la possibilità quindi di attingere anche a fondi europei. Un aiuto concreto riconosciuto anche dal Procuratore capo di Prato Luca Tescaroli che sottolinea anche altri passi che potrebbero fare le istituzioni. Resta, a Prato, la piaga dello sfruttamento soprattutto nel settore moda del quale è impossibile avere numeri precisi. Quanto alla CGIL, l’azione sindacale proprio nel settore moda del fiorentino ha permesso di intervenire in 14 aziende regolarizzando circa 900 lavoratori dei subappalti. Un modello, spiega il Segretario, che dovrebbe essere esteso a livello nazionale. Che alla vigilia dell’8 marzo fa anche un riferimento alla discriminazione lavorativa di genere.
FIRENZE - IL LAVORO SFRUTTATO E I PROGETTI PER L’EMERSIONE
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