Le prime due settimane di aprile saranno decisive per il futuro di Liberty Magona, azienda di Piombino che produce acciaio zincato e preverniciato e conta 525 dipendenti per la quasi totalità a casa in cassa integrazione a zero ore. Dall’incontro al ministero dello scorso 24 marzo per la cessione agli svizzeri di Trasteel, è uscita una fumata grigia nel senso che è saltato l’acquisto da 30 milioni di euro ma c’è un piano B: affitto di ramo d’azienda e successiva trasformazione in acquisto di quote. Una soluzione tecnica che consentirebbe entro qualche mese di sbloccare tutto e far ripartire la produzione. Due le condizioni per attuarlo: il via libera del curatore della banca fallita Greensill, finanziatrice del gruppo Liberty Steel proprietaria di Magona su cui dunque esiste un’ipoteca, e la proroga di 6 mesi della composizione negoziata della crisi in modo avere il tempo per portare avanti l’operazione. Altro punto che verrà allo scoperto nei prossimi giorni è la reale disponibilità di liquidità dell’azienda. Il 13 aprile infatti, è giorno di pagamento degli stipendi, le casse di Liberty riusciranno a farvi fronte? E se no, come faranno i lavoratori che non sono in Cig a zero ore a resistere in questi mesi di limbo?
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