FIRENZE - MANCUSO: “OCCORRE INSEGNARE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE A COOPERARE”

Chiara Valentini
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L’essere umano nei secoli ha prodotto macchine che lo aiutassero ad essere più forte, o più veloce. Con l’Intelligenza artificiale, per la prima volta nella storia della specie, ha introdotto una macchina che amplifica il modo in cui pensa. E’ questo il punto di partenza della riflessione di Stefano Mancuso, scienziato di fama internazionale, nella Lectio Magistralis organizzata da Confservizi Cispel. E qui arrivano i problemi. Perchè, spiega Mancuso, il presupposto nell’amplificare il nostro modo di pensare è che quest’ultimo sia perfetto. E così non è. Non solo. Ci sono due enormi differenze tra l’intelligenza artificiale e quella naturale. Certo, continua il Professore, si può insegnare all’intelligenza artificiale a cooperare, del resto si tratta di una serie di algoritmi. Ma non sembra si stia andando in questa direzione. Tra chi vorrebbe farlo c’è Confservizi Cispel che proprio per questo ha stimolato la riflessione del Professor Mancuso

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