Quarantotto aziende controllate, 8 delle quali oggetto di comunicazioni di notizie di reato per un totale di 11 illeciti penali tra smaltimento abusivo e omesse cautele sulle norme di sicurezza, e 3 sanzionate per irregolarità dei formulari per la corretta gestione dei rifiuti.E ancora: 4 evasori Tari obbligati a mettere in regola complessivamente quasi 3.700 metri quadrati, mentre 22 aziende sono risultate morose facendo arrivare a poco più di 63mila euro i debiti da riscuotere che però, in parte – circa 11mila euro – sono stati già incassati. Sono questi i numeri principali del bilancio 2025 della convenzione siglata da Plures e Provincia di Prato che punta a portare regole e legalità nelle aziende cinesi che producono scarti tessili. L’accordo è stato rinnovato e, per il decimo anno, sancisce la collaborazione tra gli ispettori di Plures e gli agenti della polizia locale.
I risultati dell’ultimo anno di lavoro sono stati illustrati oggi, lunedì 19 gennaio, dal presidente e dal vicepresidente dell’azienda, Lorenzo Perra e Nicola Ciolini, dal presidente della Provincia, Simone Calamai, dal comandante della polizia locale della Provincia, Michele Pellegrini.
L’abbandono dei rifiuti resta la grande spina nel fianco di tutti: gli sforzi per contrastare il fenomeno sono enormi tanto quanto i costi per la rimozione ma non basta e che non basta è sotto gli occhi di tutti. Costi che ricadono sulla collettività come dimostrano le bollette sempre più care sulle quali pesa – per essere precisi – anche la mancanza di impianti finali su cui, però, decide, o meglio, continua a non decidere la politica. “Il rinnovo della convezione conferma quanto la collaborazione tra Plures e Provincia di Prato sia un elemento centrale – il commento del presidente Calamai – la gestione illegale dei rifiuti resta una delle principali sfide ambientali per il nostro territorio e può essere affrontata solo attraverso un’azione condivisa e coordinata”.
Nei nove anni di convenzione – 2017-2025 – i controlli sono stati in tutto 647: 97 le aziende sanzionate perché sprovviste del registro di carico/scarico, di documenti e formulari; 131 quelle sanzionate per la non corretta compilazione di documenti e formulari; 56, infine, le ditte per le quali è scattata la denuncia penale.
“La collaborazione – le parole del presidente di Plures – ci consente di monitorare in modo sistematico la filiera degli scarti tessili con risultati sempre più incoraggianti nella lotto contro la gestione illecita dei rifiuti”.
Di accordo che consente di instaurare un principio di prevenzione parla il vicepresidente: “Tutto a beneficio delle aziende tessili locali ma anche un sistema che rappresenta un deterrente per chi tenta di eludere o aggirare le norme. In questi anni i risultati, anche dal punto di vista educativo e informativo, sono stati soddisfacenti”.
Anche il comandante della polizia locale della Provincia giudica con soddisfazione il bilancio globale della convenzione ma non nasconde le criticità: “I risultati ottenuti evidenziano un miglioramento nei comportanti delle aziende produttrici ma confermano, al tempo stesso, la necessità di proseguire con costanza nelle attività di prevenzione e controllo”.
I controlli, che contano sul contributo degli interpreti di lingua cinese, riguardano in particolare lo smaltimento degli scarti tessili, la modalità di raccolta differenziata delle altre frazioni di rifiuti, la verifica della regolarità dei trasportatori di rifiuti, il controllo dell’iscrizione per il pagamento della Tari.
Nel corso dei sopralluoghi sono state anche condotte attività di polizia giudiziaria delegate dalla procura, interventi con i vigili del fuoco per verificare la sicurezza nei luoghi di lavoro, segnalazioni alla questura per la presenza di operai non in regola. Inoltre, sono state nuovamente ispezionate alcune aziende trovate fuori regola in passato allo scopo di accertare l’adempimento delle prescrizioni.(nt)