Un numero di telefono, un’auto, un gruppo sanguigno. Sono gli elementi che accosterebbero il delitto irrisolto di Clelia Cuscito, prostituta uccisa a coltellate nel suo appartamento a Firenze nel dicembre 1983, e tre degli otto duplici delitti del mostro: 1981 Calenzano, 1982 Baccaiano, 1985 Scopeti. Il punto di unione, secondo le indagini che da mesi impegnano l’avvocato Mattia Alfano e i suoi collaboratori, sarebbe un uomo ancora in vita, un anziano che abita nell’hinterland fiorentino, che conosceva e frequentava l’abitazione della prostituta a cui forniva videocassette pornografiche. Un nome e un cognome, un’identità precisa consegnata alla procura di Firenze a cui si suggerisce di indagare: l’ultimo elemento emerso dall’enorme quantità di pagine passate sotto la lente di ingrandimento riguarda il duplice omicidio di Baccaiano.
Altro tassello: in tasca all’uomo ucciso con la fidanzata a Calenzano fu trovato il numero della prostituta che verrà accoltellata a morte due anni dopo; e ancora, sia in casa della prostituta sia nella piazzola di Scopeti, accanto ai cadaveri della coppia francese, furono trovate tracce di sangue del gruppo B, diverso da quello di tutte le vittime.
C’è altro a rafforzare la convinzione di una pista nuova.
In più: l’uomo ha sempre vissuto in una zona in cui il mostro non ha mai colpito ma molto vicina e ben collegata a quelle dei duplici omicidi.
Sarà la procura di Firenze a decidere se aprire un’inchiesta e a dare, eventualmente, risposte.
FIRENZE - MOSTRO: NUOVA PISTA SI RAFFORZA CON ELEMENTI INEDITI
LIVE
2