All’ospedale San Giuseppe di Empoli (Firenze) è stato eseguito per la prima volta un impianto di pacemaker leadless bicamerale dall’équipe di elettrofisiologia della cardiologia. L’intervento, eseguito nelle scorse settimane su una paziente di circa 80 anni, porta a Empoli una nuova possibilità di cura per le bradiaritmie. L’impianto di un pacemaker tradizionale può comportare criticità legate al rischio infettivo, mentre il dispositivo impiantato non utilizza elettrocateteri introdotti dalle vene e non richiede l’alloggiamento del generatore sotto la cute del torace. Tutto il sistema è contenuto nel cuore. Rispetto ai primi dispositivi leadless, capaci di stimolare solo il ventricolo destro, questa nuova soluzione consente la stimolazione coordinata di atrio e ventricolo destro, estendendo l’indicazione anche ai pazienti in ritmo sinusale. La procedura è stata eseguita dai cardiologi Vincenzo Guarnaccia e Tommaso Girasole, secondo i quali “il valore di questa tecnologia è nella possibilità di offrire una risposta a pazienti che, per rischio infettivo o difficoltà di accesso vascolare, possono non essere candidabili ai sistemi tradizionali. In questo caso il pacemaker leadless bicamerale ha permesso di trattare il disturbo di conduzione con una soluzione meno invasiva e particolarmente adatta al profilo clinico”. Un intervento simile è stato realizzato anche nelle scorse settimana nell’elettrofisiologia del San Giovanni di Dio a Firenze.
EMPOLI - OSPEDALE: Primo impianto di pacemaker senza fili
LIVE
1