FIRENZE - L’EUROPA A FIRENZE, LA SFIDA DELL’INDIPENDENZA ENERGETICA

Chiara Valentini
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Alcuni tra i principali esponenti delle istituzioni europee erano oggi a Firenze per due eventi distinti e complementari in cui il ruolo dell’Unione nello scenario geopolitico attuale è stato al centro delle discussioni. Da un lato l’inizio delle celebrazioni, al Teatro del maggio Musicale, per i 50 anni dell’Istituto Universitario europeo che dal 1976 ha sede a Firenze ed è oggi punto di riferimento internazionale per le scienze sociali umane con oltre 1000 accademici provenienti da più di 90 paesi. Dall’altro il convegno organizzato da La Nazione incentrato in particolare sull’energia. “Per troppo tempo ci siamo adagiati su quello che avevamo, spesso con politiche differenti, senza essere abbastanza uniti per diventare indipendenti da un punto di vista energetico – ha sottolineato la Presidente del parlamento europeo Roberta metsola che ha aperto la giornata inaugurando proprio in Palazzo vecchio una sala dedicata al suo predecessore, David Sassoli, scomparso 4 anni fa. “Abbiamo bisogno di un’Unione Energetica, ha ribadito più volte, invitando l’Europa anche a cercare nuovi amici pur non rinnegando quelli attuali senza però tornare indietro verso partner non affidabili come la Russia. Di integrazione, diversificazione, investimenti su rinnovabili e sulle infrastrutture ha parlato l’europarlamentare Nardella. Politiche così strutturali sono attuabili con il diritto di veto? Ma anche il nucleare è tra le ipotesi, anche in maniera politicamente trasversale. Favorevole anche il Ministro per gli affari europei che auspica il mercato unico dell’energia europea. Sulla necessità di costruire una difesa europea si è invece concentrato il Presidente del Consiglio europeo. “L’anno scorso abbiamo iniziato a lavorare alla creazione di strumenti finanziari, adesso ci stiamo concentrando sulla stesura di un nuovo articolo, il 42.7 sull’assistenza reciproca” ha detto Antonio Costa – non è un’alternativa alla Nato ma un’integrazione più completa”. Un’integrazione anche con i nuovi paesi candidati. Nel 2028 probabilmente il Montenegro e in futuro anche l’Ucraina, ora che col nuovo governo in Ungheria il blocco posto da Budapest verrà rimosso. Non prima però della fine del conflitto in corso.

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