PIOMBINO - RIGASSIFICATORE: I COMITATI SI PREPARANO ALLA MANIFESTAZIONE

Rachele Campi
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“Difendere il futuro di Piombino da scelte imposte in nome di un’emergenza energetica ritenuta di dubbia esistenza”. E’ quanto afferma il comitato Salute Pubblica e la Piazza Val di Cornia, in previsione della mobilitazione prevista per l’11 aprile per dire no al rigassificatore nel porto di Piombino. I comitati dunque scendono ancora una volta in piazza e per domani è prevista una prima assemblea pubblica. Se nel 2022 i comitati manifestavano il loro dissenso all’arrivo del rigassificatore, oggi ne chiedono a gran voce l’allontanamento dal porto nonostante il governo si sia già espresso in merito. Snam chiede una proroga per restare a Piombino e il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Picchetto Fratin annuncia l’intenzione di attuarla, lasciando di fatto la Italis LNG, dove si trova adesso. Una decisione che non piace ai comitati che chiedono di lavorare seriamente per il bene della città. L’obiettivo è ribadire il fermo no alla permanenza del rigassificatore nel porto e salvaguardare l’ambiente e il territorio. La richiesta è quella che venga rispettato il contratto e a luglio 2026 il rigassificatore possa andare altrove. Nei giorni scorsi alle parole del ministro che ha spiegato come la nave debba restare a Piombino, sono seguite quelle dell’amministratore delegato di Snam che ha chiarito come il terminal gas di Piombino abbia un ruolo chiave nell’approvvigionamento energetico nazionale. Piombino è uno dei terminal più efficienti e performanti d’Europa e garantisce 5 miliardi di metri cubi l’anno di gas. Dalla regione ferma la richiesta del presidente Eugenio Giani che a fronte di compensazioni mai arrivate chiede l’allontanamento del rigassificatore.

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