L’aumento dei costi energetici torna a pesare sui conti della sanità toscana e mette a rischio la sostenibilità di nuovi investimenti. A lanciare l’allarme è l’assessora regionale alla sanità Monia Monni, che ha evidenziato come l’incremento delle spese strutturali stia assorbendo gran parte delle risorse disponibili, con possibili ripercussioni sulla programmazione futura.
Per il 2026 l’aumento complessivo dei costi stimato è di circa 150 milioni di euro, dovuto in gran parte agli adeguamenti contrattuali del personale sanitario (circa 90 milioni) e all’incremento delle bollette energetiche (oltre 40 milioni). Secondo Monni, tra inflazione, rinnovi contrattuali e rincari dell’energia l’aumento del fondo sanitario nazionale rischia quindi di non tradursi in nuovi servizi per i cittadini, ma di essere assorbito quasi interamente dai costi incomprimibili. In questo quadro, ha avvertito l’assessora, alcuni interventi previsti potrebbero subire rallentamenti o congelamenti, come ad esempio quello all’Istituto Palagi.
L’allarme è stato ribadito anche dal presidente della Regione Eugenio Giani, che ha sottolineato come il sistema sanitario toscano, con 46 ospedali e circa 800 presidi perlopiù di natura pubblica, risenta più di altri dell’aumento delle bollette energetiche: ogni crescita dei costi si riflette direttamente sul bilancio regionale. Il governatore ha comunque assicurato l’impegno a compensare gli aumenti senza ridurre il livello dei servizi sanitari, ricordando che il bilancio complessivo della sanità toscana vale circa 8,5 miliardi di euro.
Dall’opposizione, però, arrivano critiche dure. Fratelli d’Italia chiede maggiore chiarezza sui conti della sanità regionale e propone l’istituzione di una “commissione verità” sui numeri del sistema, giudicati poco trasparenti e in continua evoluzione.
TOSCANA - SANITÀ: BOLLETTE E PERSONALE PESANO SUI CONTI, AUMENTI PER 150 MLN
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