600 milioni di dollari al giorno. E’ la stima – riportata dal Financial Times, che il World Travel & Tourism Council (Wttc), il Consiglio mondiale dei viaggi e del turismo, fa dei mancati introiti del settore turismo in Medio Oriente dopo l’escalation del Conflitto in Iran. Ma anche in Europa si iniziano ad avvertire cali anche se non di questa portata e per ora solo a livello di percezione. A Firenze si va dai toni più allarmistici di Turismo Confartigianato che parla di “cancellazioni a raffica” a quelli più prudenti di federalberghi. “Al momento non possiamo parlare di una forte criticità, ma siamo sicuramente in una fase di attesa” le parole di Francesco Bechi, presidente di Federalberghi Firenze. Insomma molto dipenderà dall’evoluzione della situazione e dalla durata della crisi. Intanto il Comune insieme a Destination Florence ha avviato un’indagine tra gli operatori turistici (i risultati saranno disponibili tra qualche giorno) per avere dati certi sul numero di disdette e cancellazioni.
Insomma dalle piattaforme di prenotazione online al momento non arrivano allarmi. Ma se è il turismo americano quello particolarmente attenzionato a Firenze, quale è il peso dei turisti che arrivano dall’altro emisfero? Quelli mediorientali ma anche tutti coloro che nel viaggiare in Europa fanno scalo a Dubai e in tutta la zona in cui i voli sono interrotti?
FIRENZE - TURISMO: LA GUERRA FA PAURA MA AL MOMENTO NON SI REGISTRANO GROSSI CALI
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