Il cardato di Prato, l’alabastro di Volterra, i coltelli di Scarperia o gli orafi fiorentini. ma anche la paglia di Signa, le ceramiche di Montelupo, la pelle conciata al vegetale e persino i vivaisti. Tutte eccellenze toscane che però non sono protette come il vino o l’olio. L’indicazione geografica protetta (IGP) infatti esiste in Italia solo per prodotti agroalimentare non per quelli artigianali e industriali. Ma le cose potrebbero presto cambiare grazie alla spinta dell’Unione Europea che nel 2023 ha approvato un regolamento (entrato in vigore nel dicembre 2025) per diffondere il nuovo regime. Le richieste arrivate a livello nazionale al momento sono 6 ma la Regione si sta muovendo e ha già individuato una potenziale lista di 56 eccellenze. La difficoltà è fare sistema superando anche concorrenze individuali. Proprio come è successo in agricoltura. Essere un IGP infatti conviene.
FIRENZE - VERSO LE IGP DEI PRODOTTI ARTIGIANALI E INDUSTRIALI
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