MONTEMURLO - Vertenza L’Alba: blitz dei Sudd Cobas davanti a stireria di Montemurlo, il Comune chiude subito l’attività: “Mancano le autorizzazioni”

Stamani presidio in via Pomeria con il sindacato che ipotizza una riapertura sotto altro nome della ditta al centro delle rivendicazioni degli operai licenziati
Nadia Tarantino
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E’ un po’ come il gioco dell’oca: un salto da una casella all’altra per arrivare al traguardo. E’ quello che sta facendo da mesi Sudd Cobas con la stireria L’Alba che ha lasciato senza lavoro diciotto operai ma che, secondo il sindacato, starebbe continuando l’attività con una diversa ragione sociale. Il presidio sindacale è arrivato oggi, mercoledì 4 febbraio, in via Pomeria a Montemurlo. Un sit-in a oltranza – viene annunciato – finché non sarà fatta chiarezza e non saranno riconosciuti tutti i diritti dei lavoratori”. Intanto la notizia è che l’attività aperta in via Pomeria sarà chiusa immediatamente. Il sindaco, Simone Calamai, ha ordinato controlli urgenti sia sul capannone che sul lavoro che si svolge all’interno: “L’attività non ha alcun tipo di autorizzazione – dice – lì non ci può stare. Le possibilità di utilizzo di quel capannone, che si trova in una strada mista produttivo-residenziale, sono limitate e di sicuro non rientra l’attività di stireria. L’iter amministrativo, da parte nostra, si traduce in un provvedimento di immediata cessazione”. E questo è un punto. Poi c’è il resto. “Abbiamo verificato la presenza di camicie stirare e inscatolate il cui committente compare tra quelli invitati al tavolo di filiera dove però non si è mai presentato – spiegano Toscano e Ciuffi – è lo stesso committente che lo scorso settembre fu costretto ad annullare una sfilata di alta moda a New York perché il nostro sit-in aveva bloccato le lavorazioni della stireria L’Alba”. Verifiche sono in corso da parte dell’amministrazione comunale: “Per il momento sappiamo che l’attività che ha aperto in via Pomeria è un secondo sito operativo di un’azienda con sede ad Agliana – dice il sindaco – ci riserviamo altri accertamenti”.
La lotta di Sudd Cobas non si ferma. Resta alta l’attenzione sul tavolo di filiera che punta a ricollocare i diciotto lavoratori rimasti a piedi. Calamai, in veste di presidente della Provincia di Prato, ha attivato l’Unità di crisi della Regione Toscana che ieri ha incontrato l’imprenditore che si è detto disponibile ad assumere gli ex operai de L’Alba a patto che i committenti (sette quelli che hanno aderito al tavolo) forniscano le stesse partite di lavoro. “Le condizioni per concludere positivamente la trattativa ci sono tutte – il commento di Luca Toscano – ora bisogna stringere. Non è più il tempo di aspettare. Se la soluzione dovesse saltare, si va al piano ‘d’ dei quattro che abbiamo proposto: un investimento condiviso dei committenti per aprire una stireria e dare lavoro a chi, dopo la chiusura de L’Alba, è rimasto senza”.       

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