Via libera con polemica a Sesto Fiorentino, dopo un’assemblea piuttosto tesa. In vista delle comunali di maggio, l PD ha scelto di convergere sul nome di Damiano Sforzi, ex assessore all’Urbanistica della giunta Falchi, appartenente alla lista civica Per Sesto. Un nome che da sempre è stato in pole position per sostituire l’ex sindaco di Sinistra Italiana, ma che nelle ultime settimane ha diviso la coalizione e lo stesso Partito Democratico. Ma l’imprimatur dato dal presidente della Regione Giani (residente a Sesto e presente a tutte le assemblee dem) è stato decisivo: così, alla fine, l’assemblea di lunedì ha sancito che il PD appoggerà il candidato esterno (anche se tutti sostengono che dopo le elezioni sarà avviato il percorso con cui i civici di Per Sesto rientreranno nel PD), nonostante parte del partito sostenesse la candidatura di Claudia Pecchioli (attuale sindaca reggente) e chiedesse perlomeno le primarie. A far discutere è stato però soprattutto il metodo : poca discussione, nessun voto sull’iter da intraprendere – attaccano i dissidenti – e un appiattimento sulle volontà di Giani e dell’ex sindaco, entrambi schierati con Sforzi. Addirittura, il partito ha ritirato il nome di Giulia Barducci, figlia dell’ex presidente della Provincia, anche se è probabile che proprio lei sarà indicata da Sforzi per ricoprire la carica di vice-sindaca.
Ma non è solo il PD a spaccarsi, oggi. Anche la coalizione traballa: se infatti la convergenza trova la sintesi con Sinistra Italiana e il Movimento 5 Stelle, polemiche arrivano dalla componente (non marginale) di Ecolò, che giudica il candidato divisivo e ribadisce la richiesta di primarie da tenersi il 12 aprile. Ipotesi tuttavia ormai tramontata, in virtù dell’accordo trovato ai vertici. Per cui, con Italia Viva già sfilata ed Ecolò che potrebbe correre con la propria candidata Beatrice Corsi (anch’essa ex assessora), il campo largo a Sesto Fiorentino si è ristretto parecchio. E non è scontato che le polemiche possano rientrare nelle prossime settimane, visti i toni accesi di questi giorni: per la parte dei dem che sosteneva Pecchioli, quella del PD è una “resa senza condizioni”, umiliante e che “condanna il partito alla subalternità”.
A poco più di due mesi dalle elezioni, insomma, non proprio un avvio pacifico per il centrosinistra che ambisce a governare una piazza da sempre appannaggio di quella sola parte politica.
SESTO F.NO (FI) - COMUNALI: NIENTE PRIMARIE, IL CANDIDATO È SFORZI
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