Al grido di ‘La solidarietà non si processa’ i comitati pro Palestina si sono dati appuntamento oggi pomeriggio davanti al carcere di Sollicciano per manifestare contro i nove arresti del 27 dicembre ordinati dal tribunale di Genova su richiesta della Direzione distrettuale antimafia che indaga sui finanziamenti ad Hamas.
Nel carcere di Firenze è rinchiuso Raed Al Salahat, 48 anni, nato nel Kuwait, origini palestinesi, figura di spicco della comunità islamica fiorentina. Insieme agli altri arrestati, Al Salahat, secondo l’accusa, avrebbe finanziato Hamas attraverso tre associazioni benefiche. “Gli arresti sono espressione del processo politico alla resistenza palestinese in Italia”: questa la posizione netta dei manifestanti che hanno chiesto la liberazione dei compagni e affermato con forza che se questa vuole essere un’intimidazione, l’intimidazione non è riuscita.
Dopo l’interrogatorio di garanzia, il giudice delle indagini preliminari ha confermato la custodia cautelare in carcere di Raed Al Salahat che dovrebbe a giorni lasciare Sollicciano per essere trasferito nell’istituto di Ferrara o in quello di Alessandria dove ci sono sezioni che accolgono persone indagate o condannate per reati di terrorismo. L’inchiesta non è ancora chiusa e altro potrebbe emergere sulla presunta rete di finanziamento ad Hamas e ad associazioni collegate. Gli attivisti oggi hanno urlato l’innocenza degli indagati che – hanno detto avvicendandosi al microfono – non hanno fatto nulla se non aitare il loro popolo.
FIRENZE - COMITATI PRO PAL DAVANTI A SOLLICCIANO CONTRO ARRESTI
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