FIRENZE - SOLLICCIANO, 1° TAVOLO CONFRONTO SUI PERCORSI

Redazione
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Oggi primo incontro per il tavolo permanente sul carcere di Sollicciano. Confronto aperto tra gli enti del territorio su quanto di competenza, ossia sui percorsi e sui progetti di rieducazione ma anche sui servizi sanitari che devono essere garantiti per restituire umanità e dignità a questo luogo, ogni giorno al centro delle cronache per le sue pessime condizioni. Di freddo, sovraffollamento, sporco e struttura inadeguata si è parlato, certo, ma a quel tavolo manca l’interlocutore giusto per avere risposte chiare e concrete, cioè il ministero. “Le condizioni di vita di Sollicciano – ha affermato l’assessore al welfare del Comune di Firenze, Nicola Paulesu – non rispettano i principi di umanità e rieducazione. Per questo continuiamo a dire che dovrebbe essere abbattuto e ricostruito. La qualità dei percorsi e dei progetti dipende anche dalla qualità dell’ambiente dove questi nascono e si strutturano: all’interno di Sollicciano non ci sono più le condizioni, gli spazi, per realizzare alcuni percorsi progettuali”. Tra i temi da affrontare secondo Paulesu quelli sui “servizi sanitari, sulla salute mentale. C’è un problema di dipendenze, uno legato ai titoli di soggiorno di alcuni detenuti. Il ruolo del Ministero? Il nostro è un tavolo che abbiamo voluto declinare per l’ambito di competenza che possiamo controllare”. L’assessore ha affermato anche che col “Dap abbiamo avuto momenti di confronto, il tavolo è uno spazio aperto ad assetto variabile”. Nei prossimi incontri – in calendario c’è già il 27 febbraio – saranno protagoniste anche le realtà associative, le cooperative sociali. “L’aspetto su cui intendiamo e possiamo agire è quello legato al percorso di emancipazione del detenuto. Questo avviene all’interno del carcere ma in modo particolare quando, all’esterno, ci sono le condizioni per un accompagnamento, un’accoglienza, un’inclusione, un rispetto dei diritti”, “la priorità che ci è sembrata più necessaria” è proprio quella di “creare le condizioni per un accompagnamento del detenuto all’uscita del carcere”.

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