FIRENZE - Sfruttamento sul lavoro, il procuratore generale fa un focus sul caso di Prato: “Il sistema in mano a organizzazioni criminali”

Immigrazione clandestina e caporalato hanno un'unica matrice che è finalizzata a fornire manodopera a basso costo nel settore della produzione dell'abbigliamento. Forte l'allarme rivendicazioni degli operai che scatenano la violenza: "Fenomeno meritevole di particolare attenzione".
Nadia Tarantino
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I reati relativi a sfruttamento e caporalato sono aumentati del 170 per cento. E’ allarmante il dato fornito dal procuratore generale di Firenze, Ettore Squillace Greco, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Un fenomeno esteso che riguarda principalmente due realtà: Prato nell’ambito della produzione tessile e Siena nel settore dell’agricoltura. Accanto a questo, e sempre parlando di lavoro, un altro allarme: quello sugli infortuni sul lavoro i cui procedimenti sono aumentati del 30 per cento se si parla di omicidi colposi, e dunque di morti, e del 13 per cento se si parla di lesioni gravi.
Operai morti e operai sfruttati: fenomeni in crescita originati – come spiega il procuratore generale – da “nuove forme di segmentazione del processo produttivo che troppo spesso sono funzionali solo a ridurre il costo del lavoro, cooperative spurie che durano il tempo di un appalto o di un subappalto, nuove forme di caporalato che si diffondono anche in settori diversi dall’agricoltura. La Toscana – ancora il magistrato – non solo non è esente da questi fenomeni, ma tali fenomeni vanno intensificandosi”.

Parlando di caporalato, si citano i settori dell’agricoltura e del tessile, ma anche dell’edilizia e degli autolavaggi. Un approfondimento è dedicato a Prato: “L’immigrazione illegale – si legge – è quasi sempre collegata allo sfruttamento del lavoro. Costituisce una conferma la presenza di organizzazioni che operano per favorire l’ingresso di cittadini cinesi, pakistani, senegalesi, bangladesi e gambiani che vanno a costituire la bassa e sfruttata manovalanza per le imprese che se ne servono. Quando si rivendicano i diritti, scatta la violenza”. Una violenza che si è manifestata tante volte a Prato e che – parole del procuratore generale – rende il fenomeno dello sfruttamento ancor più rilevante e meritevole di particolare attenzione”.

Per quanto riguarda gli infortuni, due casi su tutti che hanno fatto dieci morti: 16 febbraio 2024 il crollo nel cantiere Esselunga in via Mariti a Firenze, il 9 dicembre 2024 l’esplosione nel deposito Eni a Calenzano.

Infine accenno alle ripercussioni che infortuni sul lavoro e sfruttamento producono sulla spesa pubblica per le risorse impegnate negli ambiti previdenziale, assicurativo, sanitario e giudiziario.  (nadia tarantino)

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