FIRENZE - INCENDIO E MINACCE CON METODO MAFIOSO: 4 ARRESTI

Nadia Tarantino
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Incendio e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Sono le accuse che hanno portato all’arresto di quattro cinesi: tre sono in carcere, uno ai domiciliari. Le misure cautelari, ordinate dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Firenze su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, sono state eseguite dai carabinieri del Ros e dalla Squadra mobile. Vittima una imprenditrice, anche lei cinese, titolare di un’azienda che commercia abbigliamento a Sesto Fiorentino. E Sesto Fiorentino è stata teatro, nell’arco di un anno e mezzo, delle azioni messe in atto dai quattro indagati, uno in veste di mandante e gli altri come esecutori. Il primo fatto risale ad agosto 2024 quando un commando composto da cinque uomini fa irruzione nel negozio e a colpi di machete e picconi lo distrugge. Motivo della violenza è la pretesa di utilizzare il capannone nel quale l’imprenditrice ha aperto la propria attività ma che in precedenza era affittato a uno degli arrestati, l’uomo ritenuto dagli investigatori il mandante. Il 23 maggio 2025 vengono incendiati l’auto e un altro veicoli di proprietà dell’imprenditrice e il 17 giugno viene imbrattata con vernice e presa a sassate un’altra macchina della donna. Le indagini, basate sulle immagini delle telecamere di sorveglianza, sui tabulati telefonici e su altri elementi, portano gli inquirenti dritti ai quattro cinesi che vengono definitivamente incastrati quando uno di loro, lo scorso 23 gennaio, minaccia di incendiare il capannone se non viene subito pagata una ingente somma di denaro: quasi tre milioni di euro. “Le reiterate minacce insieme agli atti di violenza e devastazione presentano un livello di pressione intimidatoria che trascende la mera minaccia ordinaria – scrive la procura di Firenze in un comunicato – assumendo una connotazione sistematica, organizzata e idonea a generare un clima di perdurante soggezione oltre che di omertà che ha impedito agli investigatori l’assunzione di testimonianze”.

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