Tra gennaio e febbraio anche le Gallerie degli Uffizi sono finite nel mirino di un attacco informatico. Un episodio che ha destato scalpore, ma che conferma come anche istituzioni culturali di primo piano siano ormai esposte a minacce digitali sempre più frequenti e sofisticate. Il caso si inserisce in un quadro nazionale in rapido peggioramento. Nel 2025 in Italia si è verificato il 9,6% degli incidenti informatici globali, con un aumento del 42% rispetto all’anno precedente, secondo il Rapporto 2026 del Clusit. Significa che quasi un cyber attacco su dieci, nel mondo intero, avviene in Italia. Di questi, il 38% hanno colpito ambiti governativi e difesa, con un aumento del 600% su base annua.
Anche i dati istituzionali confermano la crescita del fenomeno. Secondo la relazione 2024 dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, sono stati monitorati quasi 2.000 eventi cyber, con un aumento di circa il 40% delle minacce complessive e quasi il 90% in più di incidenti gravi rispetto all’anno precedente. Oltre 2.700 soggetti tra pubbliche amministrazioni e imprese sono stati colpiti, mentre la superficie d’attacco si è ampliata soprattutto nei settori telecomunicazioni, energia, trasporti e pubblica amministrazione. Numeri che però sono esplosi nel 2025: oltre 116mila attacchi informatici subiti dall’Italia secondo il rapporto Threat Landscape, ovvero uno ogni 5 minuti.
Ma è soprattutto a livello territoriale che il fenomeno mostra segnali di forte accelerazione. In Toscana, negli ultimi anni, i reati informatici denunciati dalle imprese sono cresciuti molto più rapidamente che nel resto del Paese: tra il 2019 e il 2023 l’aumento ha raggiunto l’88,3%, contro una media nazionale del 45,5%. Un incremento che non significa necessariamente che la regione sia tra le più colpite in valore assoluto, ma indica una velocità di crescita tra le più alte in Italia. A rendere il sistema toscano particolarmente esposto è anche la struttura stessa dell’economia regionale: una rete diffusa di piccole e medie imprese, spesso meno attrezzate sul fronte della sicurezza informatica, accanto a settori ad alta intensità di dati come sanità pubblica, università e pubblica amministrazione locale.
A pesare è anche il tema delle competenze digitali. Secondo le analisi nazionali sulla cybersicurezza, uno dei principali punti deboli resta il cosiddetto “fattore umano”: carenza di personale specializzato, formazione insufficiente e scarsa consapevolezza dei rischi informatici all’interno di aziende ed enti. Negli ultimi anni la Regione Toscana ha rafforzato gli strumenti di difesa digitale, con la creazione di strutture dedicate alla risposta agli incidenti informatici (CSIRT) e infrastrutture cloud qualificate per la protezione dei dati pubblici e sanitari. Segnali di una crescente attenzione istituzionale verso una minaccia sempre meno invisibile.
Il risultato è un contesto in cui la cybersicurezza non riguarda più soltanto grandi aziende o infrastrutture strategiche, ma sempre più spesso coinvolge imprese, enti locali e servizi pubblici diffusi sul territorio. Anche in Toscana.
TOSCANA - CYBERSICUREZZA: ITALIA SHOCK E IN REGIONE CRESCONO REATI
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