A incertezza si aggiunge incertezza. E’ il giudizio che la Camera di Commercio dà sui primi effetti della guerra in Medio oriente per l’economia toscana. Potenzialmente è un disastro. I costi energetici, gas e carburante, già alti, sono già schizzati verso l’alto rendendo le nostre imprese ancora meno competitive. La nostra regione si conferma come la più esposta perché l’export verso quest’area, che negli ultimi 5 anni, ha quadruplicato i volumi toscani e triplicato quelli fiorentini raggiungendo i 4 e i 2 miliardi di valore, rischia di finire al palo vanificando il tentativo di diversificare i mercati di sbocco rispetto agli Stati uniti. Alla lunga l’inflazione potrebbe ridurre i consumi azzerando quindi la stima di crescita dell’0,7% del 2026. Il settore più colpito è il comparto moda. Il primo trimestre 2026 registra un -1,5% che mortifica la ripresa registrata nell’ultimo trimestre 2025 dopo un biennio nero. Anche il turismo, che a Firenze su un totale di 15 milioni di visitatori ne vede 400mila dal medio oriente, comincia a dare piccoli segni di frenata. Tutto dipenderà dalla durata e dall’ampiezza del conflitto, ma nessuno si faccia illusioni sulla possibilità che le istituzioni locali possano supportare le imprese in questo momento.
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