Altri 60 giorni appesi a un filo, altri 60 giorni per sperare. E’ il destino degli oltre 500 dipendenti di Liberty Magona, azienda di Piombino che produce acciaio zincato e preverniciato finita nel limbo -tra il baratro e il rilancio – con il fallimento della banca Greensill, finanziatrice del gruppo Liberty Steel proprietaria di Magona su cui dunque esiste un’ipoteca che di fatto blocca la cessione agli svizzeri di Trasteel. L’incontro al ministero che si è tenuto ieri tra i sindacati e i rappresentanti di Magona e di Trasteel, doveva essere decisivo per sciogliere gli ultimi nodi e invece si è concluso con un altro rinvio. Trasteel ha confermato di avere formalmente presentato la Richiesta di affitto di ramo di azienda e di essere successivamente pronta per l’aumento di capitale sociale per diventare azionista di maggioranza ed arrivare all’acquisizione della proprietà della Magona. Ma ancora non è arrivato il via libera del curatore fallimentare dalla svizzera. Il governo si è impegnato con i sindacati a usare le vie diplomatiche. E dunque è necessario aspettare. Motivo che ha portato il tribunale di Firenze ha prorogato per altri 60 giorni le tutele della procedura della composizione della crisi. In una nota congiunta Fim-Fiom-Uilm chiedono che questa ulteriore proroga sia quella definitiva. Una buona notizia, seppur piccola, c’è. Ieri sono stati pagati i saldi degli stipendi di marzo e ci sono garanzie per la regolarità di quello di Aprile. Per Giugno la prospettiva è di lavorare direttamente per Trasteel partendo dalle 4400T di materiale presente in azienda, l’inizio del ritorno alla normalità.
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