Orlando si aggira per le sale di Villa Bardini con un velo di nostalgia. Si ferma, si sporge vicino a quegli scatti in bianco e nero ma la sua memoria è a colori. “Questa me la ricordo”, dice dall’alto dei suoi 93 anni. Se le ricorda perché molte delle foto le ha scattate lui per lo Studio Locchi. Quelle dell’alluvione, ad esempio. Mia moglie era a Careggi per partorire dal 3 novembre – racconta – Io mi sono presentato l’11, con gli stivali pieni di fango ancora addosso. C’è una Firenze che non esiste più ma che è bello rivedere nella mostra che raccoglie 150 scatti provenienti dall’archivio Locchi, fino al 18 ottobre a Villa Bardini. Una cernita difficile, fatta tra 300mila foto digitalizzate, che però racconta la città a tutto tondo. Dalle rovine del dopoguerra alla dolce vita, dall’inizio della Firenze della moda, alla vita quotidiana con i bagni in Arno. Ma anche la solidarietà dei negozianti chiusi per il Nuovo Pignone, le piazze del ’68 che si mobilitano, Signoria strapiena per De Gasperi, i nuovi fermenti degli anni Settanta. La cronaca diventata storia. Non poteva mancare lo sport. Fa sorridere oggi vedere i fiorentini abbarbicati sulle protettissime scale elicoidali del Franchi. Coppi che entra in Piazza della Signoria, l’espressione burbera e familiare di Bartali. E, naturalmente, la Fiorentina, benedetta in quegli anni con due scudetti e non solo. Un fattore importantissimo per creare quell’elemento di fusione e solidarietà tra i fiorentini. Antonioni, Hamrin, Magnini. Ci sono tutti in scatti arditi. Perchè all’epoca il fotografo era posizionato proprio dietro la porta. Una scelta vincente quella della Fondazione CR Firenze che ha puntato molto sulle mostre di fotografia a Villa Bardini.
FIRENZE - ARCHIVIO LOCCHI: LA FIRENZE CHE FU NELLA MOSTRA A VILLA BARDINI
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